Giochi dell'Oca e di percorso
(by Luigi Ciompi & Adrian Seville)
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Le novità del sito


                           Presenti 62 news

 

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29-11-2017

A Treviso consegnato il Premio Gaetano Cozzi per i saggi inediti di storia del gioco.
La premiazione ha visto in prima linea Luciano Benetton che ha dato il riconoscimento ai giovani studiosi Patrizia Giamminuti e Andreas Hermann Fischer.
TREVISO Si è svolta il 29 novembre, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, la cerimonia di premiazione della prima edizione del Premio Gaetano Cozzi per saggi di storia del gioco, assegnato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche nell’ambito delle ricerche promosse sulla storia del gioco, la festa, lo sport e, in generale, la ludicità, dall’antichità fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Luciano Benetton, presidente della Fondazione, ha consegnato i premi di 3.000 euro ciascuno ai due giovani studiosi Patrizia Giamminuti e Andreas Hermann Fischer, i cui saggi inediti, dedicati rispettivamente a "Il Gioco dell’Oca: una proposta iconografica" e "A Remedy for the Weary Mind. Intellectuals and Play in the Middle Ages [Un rimedio per spiriti stanchi. Intellettuali e gioco nel Medioevo]", sono stati giudicati meritevoli del Premio Gaetano Cozzi dalla Commissione giudicatrice tra i 43 che hanno concorso per il conferimento.
Il contributo di Patrizia Giamminuti intende far luce su un gioco, quello dell’oca, attualmente confinato, per lo più, al mondo infantile e popolare. La Commissione giudicatrice ha ritenuto il lavoro meritevole di ricevere il Premio per essere riuscita l’autrice, con particolare perizia, a condurre una ricerca su piani diversi (tra storia dell’arte e della stampa, letteraria e culturale, materiale e del collezionismo); per i risultati raggiunti soprattutto nel chiarire il difficile "capitolo" delle origini del gioco dell’oca (quanto a periodo e ambiente), le sue simbologie e i suoi significati.
(Premio Gaetano Cozzi-Motivazione della Commissione )
Ulteriori informazioni nell'ultimo numero della Rivista "Ludica N°23".








01-11-2017

ELLEN LIMAN
"Georgian and Victorian Board Games: The Liman Collection"
November 2017,ISBN: 978-1-938461-43-9
182 Pages/Over 150 Illustrations
By Pointed Leaf Press

As the turn from the 18th to the 19th century approached in Great Britain, more and more parents and teachers embraced a suggestion from the philosopher John Locke that “learning might be made a play and recreation to children.” Georgian and Victorian Board Games: The Liman Collection includes the most beautiful and rare games of the time collected by Arthur Liman. Showcasing 50 games that were made for both instruction and delight, the book reflects on a transatlantic market that flourished into and through the 19th century. Although games were often printed on linen or board instead of delicate paper, many fell apart due to enthusiastic use. But those that survived open a window onto the time period in which they were created, reflecting its social and moral priorities as well as a wide range of educational subjects. Georgian and Victorian Board Games: The Liman Collection will appeal to both experts and people who will discover this unusual art form for the first time. The oversize format allows for a close inspection and reading of the wonderfully imaginative and interesting information on the museum-quality game boards while reproductions of some of the pages from the detailed instruction booklets allow for an even deeper look into the games and how they were played. The games themselves are beautifully detailed—produced by a handful of the best-known publishers of the era, the hand-color engraved games look as vibrant and colorful as they did two centuries ago. Also included in the lavishly produced book are five gatefolds that illustrate the games and their complete instructions and rules so as to allow modern readers to try their hand at these fascinating and historic games.
(Hyperallergic)



20-07-2017

Riceviamo questa simpatica segnalazione da Concetta Fici: una collezione di giochi dell'oca custodita nel bagno di Villa Fogazzaro Roi (Oria, Valsolda, Como) appartenuta al noto scrittore Antonio Fogazzaro autore di "Piccolo mondo antico".

29-01-2017


IL GIOCO DELL’OCA DI MEDUSA

Finalmente abbiamo stampato il Gioco dell’Oca di Medusa! A firma di Susanna Doccioli e di Stefano Verdini. In 100 copie numerate, con una presentazione di Roberta Borsani autrice di “Sul dorso di un’Oca” – Il simbolismo iniziatico del grande gioco e “La danza della vita” – comprendere il femminile attraverso le fiabe. La confezione comprende: 1 tabellone da gioco (aperto 45 x 68 cm, chiuso 22,5 x 22,5 cm) , 6 pedine, 2 dadi, le regole del gioco. La confezione presenta una grafica xilografica stampata a mano.
Il Gioco dell’Oca è il gioco di percorso più antico, lo schema a 63 caselle è quello della tradizione. Il percorso segue un movimento a spirale, può simboleggiare una situazione, una vicenda, un’avventura, lo scorrere del tempo, la vita. Le caselle sono connotate da alcuni simboli, rimasti invariati da secoli. Come nella vita siamo di fronte alla sorte, nel gioco si tirano i dadi, ci sono caselle fortunate e sfortunate.Continuamente si susseguono immagini, sorprese, emozioni… in vista dell’arrivo. Il Gioco dell’Oca è «un labirinto popolare dell’Arte sacra e una raccolta dei principali geroglifici della Grande Opera» (Fulcanelli, Le Dimore Filosofali)."Questo ruolo iniziatore dell’oca è di certo estremamente antico […] Ne fa fede lo straordinario successo del Gioco dell’Oca, “ripreso” dai Greci, come si diceva al tempo di C. Perrault. E’ un gioco sostanzialmente simbolico; se ne attribuisce l’invenzione a Palamede, inventore anche degli scacchi e della dama. Il gioco consiste nel far avanzare una pedina, a seconda del numero tirato dai dadi, sulle caselle di una spirale che si avvolge verso l’interno da sinistra a destra. Ogni 9 caselle c’è un’oca diversa, fino alla sessantatreesima, che raffigura il giardino dell’oca. La prima casella è una porta o un portico. Quindi si alternano immagini simboliche, dei ponti, una locanda, un pozzo, un labirinto, la prigione, la morte. Alcuni di questi ostacoli obbligano a tornare indietro, e il giocatore attraversa così un terreno insidioso e accidentato. Si tratta senza dubbio di un gioco iniziatico, ma se ne è perduta la chiave. Eliphas Lévy vi vedeva una variante dei tarocchi, di cui riconosceva nei geroglifici le immagini tradizionali" (Jean Paul Clébert).

25-12-2016

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!!


15-07-2016

Il nuovo libro di Giovanni Pelosini
TAROCCHI. GLI SPECCHI DELL’INFINITO
Storia, Filosofia, Simboli, Alchimia, Cartomanzia pratica

Finalmente in tutte le librerie il nuovo classico della cultura tarologica mondiale: l’enciclopedica Opera Omnia, teorica e pratica, per conoscere “tutto” sui Tarocchi. Per i neofiti, la visione completa del mondo dei Tarocchi presentata in modo semplice e chiaro. Per i cultori della materia, un punto di riferimento fondamentale. Per tutti, una guida per comprendere se stessi e interpretare il mondo. Un grande libro (cm 17 x 24), illustrato b/n, 486 pagine, 691 note a piè pagina, ricchissima bibliografia e sitografia, indice analitico.

Editrice Hermatena, maggio 2016 – ISBN 978-88-97371-87-8 (G. Pelosini).



14-04-2016

THE WALL STREET JOURNAL
The Many Guises of Classic Games
By Christopher Chabris
April 14, 2016 11:28 a.m. ET.
Rebranding board games with new themes is a practice that dates back centuries, as a new exhibit called ‘The Royal Game of the Goose’ shows Lots of today’s board games are just jazzed-up variations on classics. We have not only the familiar old Risk but Game of Thrones Risk, Doctor Who Risk and The Walking Dead Risk. Monopoly has too many editions to count, from Monopoly to 2014 FIFA World Cup Brasil Monopoly. Is all of this just another instance of modern marketing and branding gone wild?
Actually, no. It’s a practice with deep roots in the long history of board games, as we learn from “The Royal Game of the Goose,” an exhibition at the Grolier Club in New York City that that presents over 70 versions of one game from the past 400 years. Goose is a game of pure luck, like Chutes and Ladders, in which players roll dice and advance along a 63-space spiral track, trying to be the first to reach the center. Spaces marked with geese bestow bonuses, such as extra moves, while those marked with hazards (like a prison or a well) impose penalties, such as being stuck in place. The game often involved stakes, with each player contributing an amount and the winner taking the entire pool. Board games are perfect for continual commercial exploitation, because they incorporate two distinct elements: the rules and the theme. The rules are the essence of a game and make it different from all others, but themes can be interchangeable. Monopoly took off with a theme of 1920s Atlantic City, but if you never played the original game, you would be just as happy with a version set in Ocean City or even Trenton. Game designers argue that a close match of rules and theme—a stock market game where you buy and sell certificates rather than roll dice, for example—makes a game great. But game publishers and buyers don’t seem to care that much. Classic abstract games like Go and Scrabble don’t really accommodate multiple themes, because the playing pieces are simple stones or letters and the playing space is just a grid of locations. But even chess can take on new themes. Though the board never changes, the pieces do reflect the culture and time in which they are made. That has led to sets branded with “Star Wars” and “The Simpsons.”
The earliest known mention of Goose was in Renaissance Italy in 1480, and from there the game spread throughout Europe. Along the way, its name and artwork, and the iconography of the special spaces, were all adapted to new environments and concerns. France saw variations called the Royal Game of Cupid, the Game of Fortifications and the Game of Paris. In 19th-century Britain, versions like Complete Voyage Round the World and The Pleasures of Astronomy aimed to be more educational. Around the same time, companies started branding the game to advertise dolls, gas lamps and soda. This last Goose example was sold by the Canadian distributor in 1934 as The Game of Health. It promoted the beverage as a “pure and healthy carbonated liquid.” Today’s SpongeBob Connect Four seems quaint by comparison.




30-03-2016

THE WALL STREET JOURNAL
‘The Royal Game of the Goose: Four Hundred Years of Printed Board Games’ Review
A winning survey of the many variations of a centuries-old game.
By Edward Rothstein
March 30, 2016 5:51 p.m. ET
New York
The Royal Game of the Goose: Four Hundred Years of Printed Board Games
The Grolier Club
Through May 14
Many dangers must be overcome on a long and winding road before you can claim any rewards. Along the way you might be distracted by the ribald pleasures of an inn or stumble into a deep well; you might fall prey to Poverty or be locked up in Newgate; if you travel far, you might be shipwrecked; if you are inattentive, your career might end. But if you manage to make it to the end . . . well, there might be a pot of money awaiting, or a hot-air balloon flight, a military medal, or religious salvation. Such, at any rate, are some rewards imagined over more than 400 years, as a player finally reaches space 63 of the Royal Game of the Goose.
Until I saw the mind-opening exhibition now at the Grolier Club (through May 14) I had no idea what the Royal Game of the Goose even was, let alone that it is one of the most venerable and varied board games in the world. (Next Tuesday afternoon, the Grolier will host an international colloquium about some of the game’s classic competitors.) Goose may have originated in 15th-century Italy; by the 16th century it had earned so much respect that Francesco de Medici, the Grand Duke of Tuscany, gave it as a gift to King Philip II of Spain. In both countries it is still widely played. For two centuries it was popular in England as well. And according to Adrian Seville, the exhibition’s curator, who selected these examples from his own collection, it remains “part of the national psyche” in the Low Countries, where “dozens of new games” appear every year.
The original concept was so simple it became a framework for centuries of transformations. Roll two dice and move counters along a 63-space path. Land on the picture of a goose and you double your throw. Land on a hazard—such as a Bridge, an Inn, a Well or Death—and you are penalized. Each incarnation of the game altered goals and obstacles, turning the game’s pre-modern sojourn into a map of grander ambitions and dangers—a portrait of a culture and its time. More than 70 examples on display from England, France, Germany, Italy, Mexico, the Netherlands, Spain and the U.S. offer that scheme and elaborate variations. A traditional c. 1840 British version lays out the path within the outline of a goose’s body but another British game from 1855 celebrates the growing empire with a tour of the nation’s colonies and possessions. An early 20th-century French game champions musical pedagogy with each space offering another lesson. And in 1956, a version from the Washington, D.C. Democratic Women’s Day Committee means to put a Democrat in the White House (that year, it worked only in the game). Jules Verne wrote a justly neglected novel about Goose, “The Will of an Eccentric” (1899), in which the entire U.S. became a game board.
But why a goose? Why 63 spaces? As Mr. Seville points out in the vivid catalog, in its original 15th-century form the game was numerologically suggestive. Goose images appear every nine spaces—a holy number, the Trinity of Trinities (in one instance here, the Goose image resembles the Christological symbol of the Pelican). The winning space, 63, also had a salvationary tinge. In Medieval thought, every seven years a transformation took place in human life; the age of 63, marking the ninth such milestone, possessed, as one writer said in 1650, “the most considerable fatality.” It was known as the “Grand Climacteric”—a critical age in human life. Afterward, peace and wisdom might be expected—along with the right to claim the stakes in the Royal Game of the Goose.
Such associations help explain why the game might have been considered a suitable royal gift by the Medici Court. It was a representation of the religious life: an allegory. In fact, it seems to be rough ancestor to Bunyan’s “Pilgrim’s Progress” (1678)—which probably should have itself been turned into a board game, as the Pilgrim proceeds through the Slough of Despond and the Valley of Humiliation, finally crossing the River of Death to reach the Celestial City.
These associations also help explain why so many of the games here are serious, even pious. Ideals are at stake. An 1855 game from Rhode Island envisions a pastoral American homestead with humming beehives. Moral education was another ambition. In an 1800 British game, “The Mansion of Happiness,” the geese are virtues, the hazards vices; land on Idleness and you must proceed to Poverty. The game could even model national or “universal” history. In an 1814 English game, each space is accompanied by readings linking it to a historical event. More modest historical games have been shaped around ballooning (1784, France) or inventions (1894, Holland) with Edison at the winning space.
And there are a few instances of sheer playfulness. “The Gifts of Youth—The Little Game of Love” (1713, France) uses two circular paths; females take one, males the other. Land on Inconstancy,
illustrated with a butterfly, and the male must be tied to his chair by a female, using her garter. Land on Jealousy, and the player must hide behind a curtain and miss turns. And if both male and female land at a central space at which the paths “kiss,” they are triumphantly “joined together.” This is not quite what the Medici Court had in mind with the Royal Game of the Goose, but these players presumably have a long way to go before their Grand Climacteric.
Mr. Rothstein is the Journal’s Critic at Large.

21-03-2016

"The Royal Game of the Goose. 400 Years of Printed Board Games."
Exhibition at the Grolier Club 24February to 14 May 2016

21-03-2016

"The Royal Game of the Goose. 400 Years of Printed Board Games."
Exhibition at the Grolier Club 24February to 14 May 2016

02-03-2016

NEW YORK: THE GROLIER CLUB, 2016.
Adrian Seville: "The Royal Game of the Goose. 400 Years of Printed Board Games."
Exhibition at the Grolier Club 24February to 14 May 2016.(Flickr).



25-02-2016

NEW YORK: THE GROLIER CLUB, 2016.
Adrian Seville: "The Royal Game of the Goose. 400 Years of Printed Board Games."
Exhibition at the Grolier Club 24February to 14 May 2016.

THE NEW YORK TIMES
A Quirky Board Game With Versions Spanning 400 Years.
By EVE M. KAHN FEB. 25, 2016

Adrian Seville has bought hundreds of board games, but he has hardly any interest in playing them. A retired university administrator living outside London, Dr. Seville has focused on collecting variants of the Game of the Goose, which was invented in the 15th century and remains in production. While its rules may be too simplistic for his tastes — players roll dice and try to beat one another to the 63rd square — he nonetheless described the collecting process as “highly addictive.”
The Grolier Club in Manhattan has borrowed about 70 of Dr. Seville’s finds for an exhibition, “The Royal Game of the Goose: Four Hundred Years of Printed Board Games,” running through May 14. On the boards’ tracks, players maneuver among squares that allow for leaps ahead or lost turns or slogs backward. The squares and the borders on Dr. Seville’s games are printed with images including everything from happy aristocratic lovers to Richard M. Nixon, cannibals, brutalized slaves, shipwrecks, brown envelopes with cash bribes and advertisements for dolls, tires, biscuits, breath mints and gas lighting.
Given the diversity of themes, Dr. Seville said, “All human life is here.” He has even seen the Game of the Goose adapted to promote sewage pumps. “Some are so dull that they’re actually interesting,” he said.
He has paid up to thousands of dollars apiece for the games, which turn up widely at auction houses including Sotheby’s, Bonhams and Bloomsbury. He has posted his collection at giochidelloca.it, a website he set up with a fellow enthusiast, Luigi Ciompi. At the Grolier Club, a few of the games are laid out horizontally under glass; visitors can ask for playing pieces and dice at the front desk and try their hand at racing along the squares.
Through March 6, the Bodelian Libraries at the University of Oxford are displaying board games recently donated by the collector Richard Ballam in the show “Playing With History.” This spring, the V&A Museum of Childhood in London will borrow from Dr. Seville for the exhibition “Game Plan: 500 Years of Board Games.”



18-01-2016

Adrian Seville’s Exhibition at the Grolier Club of New York - February 24 through May 14, 2016

The Royal Game of the Goose - Four centuries of a classic board game

The Royal Game of the Goose is one of the earliest printed board games, going back to the Middle Ages—and one of the simplest: just roll the dice and move along its spiral track. This graphically vibrant exhibition at the Grolier Club brings together over 70 of these games, almost all from the rich international collection of Adrian Seville, game board historian and Emeritus Professor, City University, London. These beautiful and striking printed games are hardly known in the U.S., and this unique exhibition provides deep insights into the cultural history of Europe, with some fascinating glimpses of America, too.

This classic game has been used as a template for thousands of variant games throughout Europe. They range from the earliest educational games of the 17th century to games of advertising, politics and propaganda of the modern era.

Though the games are simple to play, most are not for young children. Indeed, several princes of Europe are significant in its early history. So, here is a unique early 17th century print of the Game of Cupid, from the fabled rue Montorgueil in Paris, whose numerology represents the union of male and female – and whose track is laid out on a fine crowned serpent to warn against sin! Another French print, the Gifts of Youth, is a party game with forfeits: a young man landing on “inconstancy” must submit to being tied to his chair by his partner’s garter.

Some games celebrate science and invention: here is Benjamin Franklin in Paris witnessing “the first balloon raised in the atmosphere by means of inflammable air”, while a Dutch game of the 19th century showcases Edison, prominently surrounded by his electric light bulbs.

Others are from the early days of advertising. A game in the shape of the newly-built Eiffel Tower promotes luxury French dolls but warns against buying a cheap German import – the broken doll appears on the “death” space, an early example of “knocking” copy.

One section of the exhibition is devoted to Images of America. A meticulously-engraved game of the mid-17th century shows remarkable images of the early Native American peoples. Another celebrates the running of the Southern blockade by British ships during the American Civil War. And a truly incredible novel by Jules Verne provides the basis for the Noble Game of the United States, in which the possible benefactors of a Chicago millionaire’s will battle for the money by competing in a gigantic Goose game ranging across the States of the Nation.

The final case of the exhibition presents some games of human life arranged for play – do you have what it takes to progress from Errand Boy to successful Banker and Valued Citizen?

As befits the Grolier Club, there is a full range of printing techniques from early woodcut, to fine engraving and modern lithography. Some games were issued as broadside sheets, others are folded on linen or on pasteboard. Not all the games follow the classic template exactly but all can trace their existence to the parent Game of the Goose.

CATALOGUE

A fully illustrated color catalogue will accompany the exhibition, designed by Rob Banham (Reading University, England), with an introduction by Past President of the Grolier Club William H. Helfand. The 151-page catalogue will be available in early February from Oak Knoll Books: orders@oakknoll.com; www.oakknoll.com.

PUBLIC EVENTS: COLLOQUIUM: SOME BEAUTIFUL BOARD GAMES

Tuesday, April 5, 2016, 1:00 PM-5:00 PM, reception to follow.

Complementing the exhibition, the Colloquium showcases the great diversity and appeal of board games through the ages and across the world.

Speakers: Irving Finkel (British Museum); Ann Dunn-Vaturi (Metropolitan Museum of Art); Alex de Voogt (American Museum of Natural History); Adrian Seville (City University, London); Andrea Immel (Cotsen Library, University of Princeton); Margaret K. Hofer (New-York Historical Society).

Registration is $75 per person, $25 for students.

FREE GUIDED TOURS will be arranged throughout the period of the exhibition. For details, please contact the Grolier Club.

VISITING THE GROLIER CLUB
47 East 60th Street
New York, NY 10022
212-838-6690
www.grolierclub.org

Hours: Monday – Saturday, 10 am to 5 pm
Admission: Exhibitions are open to the public free of charge
FOR FURTHER INFORMATION please contact
Jennifer Sheehan, Exhibitions Manager jsheehan@grolierclub.org
(Index of Ephemera News).



01-01-2016

NEW YORK: THE GROLIER CLUB, 2016.
Adrian Seville: "The Royal Game of the Goose. 400 Years of Printed Board Games."
Exhibition at the Grolier Club 24February to 14 May 2016.

This exhibition of four centuries of the Game of the Goose and its derivatives is drawn almost entirely from my own collection in Chislehurst, ten miles south east of London. They represent approximately ten percent of the collection, so choosing items for inclusion presented its challenges. My collection grew out of a love affair with Italy when, on holiday in the 1970s, I found two splendid games in a provincial flea market and, as collectors will know, it only takes one more to make a collection! My late wife, Joyce, was an enthusiastic collaborator and was responsible for finding several of the more important games in the collection. Also on view in this exhibition are two very early games, courtesy of The Morgan Library & Museum, and a few important games kindly loaned by John Spear of Tennessee from his specialist collection of pre-1900 English and American games.
The collection has been developed as a research base for my post-retirement work on the cultural history of board games. It includes examples from all periods, covering a wide range of themes. The heart of the collection is the group of French seventeenth-, eighteenth- and early nineteenth-century games, which bears comparison
with those assembled at the end of the nineteenth century by Baron Ferdinand
de Rothschild at Waddesdon Manor, Buckinghamshire. In both collections, the emphasis is on the large-format copper engravings produced in Paris, with representation of a wide range of themes. A more demanding comparison is with the impressive collection of printed board games assembled by that remarkable example of Victorian achievement, Lady Charlotte Schreiber (1812–95) and now held in the British Museum. Not only was she a prodigious collector, but (as Lady Charlotte Guest) she was renowned for translating the Mabinogion from the Middle Welsh. She made a fine porcelain collection, now in the Victoria & Albert Museum; also collections of playing cards and of fans, both now in the British Museum. The collection of about 130 printed board games that she assembled late in her life contains some astonishing and unique material, beginning with Italian examples from the late 1500s and continuing with some of the most beautiful French and German games. My aim, only partly achieved, has been to match the range and quality of her collection pre-1900 and to carry this forward into the twentieth century. My collection includes about 200 French games, 100 British games, over 50 each from Germany, Italy and the Netherlands/Belgium, and a few games from other countries. Games from Spain are underrepresented in what is otherwise a reasonably comprehensive selection from the thousands of single-track dice games in existence.
Information on all the games in my collection, together with many others, is accessible on the dedicated giochidelloca web site at www.giochidelloca.it set up by my friend and colleague Dr. Luigi Ciompi in Italy, who himself has an important collection of printed games. Thousands of games are available for free image and information download from the site, which also hosts a comprehensive bibliography.
Throughout this catalogue, references to particular games are given in the form Ciompi/Seville 1234, which gives the game code number to be used on the site’s search page, http://www.giochidelloca.it/ricerca.php.
This exhibition would never have happened but for my friend Gretchen Adkins, who introduced me to the Grolier Club and has been immensely supportive throughout.
Bill Helfand has been a great example of enthusiastic and expert collecting in the field of ephemera. George Ong’s tireless expertise as editor of the catalogue has been invaluable. Other good friends in the Grolier Club are too numerous to mention.
Adrian Seville

25-12-2015

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!!

10-12-2015

STROUHAL, Ernst: "Die Welt im Spiel. Atlas der Spielbaren Landkarten." Christian Brandstaetter Verlag. Universitat fur Angewandte Kunst, Wien. 2015.

Eine besondere Form der Reise ist jene mit dem Finger über die Landkarte. Der Vorteil: das Ziel ist kaum mehr als eine Handbreit entfernt und Kosten spielen keine Rolle. Der Autor Ernst Strouhal präsentierte seine prächtige Sammlung historischer Reisespiele aus Europa, Nordamerika und Japan vom 18. bis zum 20. Jahrhundert, „Die Welt im Spiel. Atlas der spielbaren Landkarten“, im Lichthof der Akademie für Angewandte Kunst in Wien.
Die fantasievollen Spielpläne laden zu unterhaltsamen und aufregenden Expeditionen durch unbekannte Städte und Kontinente, in exotische Länder und fremde Welten, durch die Geschichte oder rund um die Welt ein. So ist die stellvertretende Verlagsleiterin Elisabeth Stein besonders stolz auf dieses Projekt: „Mich hat von Anfang an der Gedanke elektrisiert, dass es ein Buch sein wird, das mehr als ein Buch ist, ein Buch, das man lesen und aber auch spielen kann. Ich denke, in Zeiten zunehmender Digitalisierung haben gerade solche Bücher, die Objekte sind, solche Bücher, die nur als gedruckte, schön ausgestattete Werke funktionieren, eine Berechtigung und eine Zukunft.“
Autor Ernst Strouhal weiß nach der langen und ausführlichen Recherche jetzt jedenfalls viel über spielbare Landkarten: „Das Spiel vereinfacht die Welt. Es entfaltet seine Kraft erst in der Differenz zum Leben und der Wirklichkeit.“ Im Spiel reist man zu Fuß, mit dem Fahrrad oder per Schiff, mit dem Flugzeug oder im Ballon, in Zeppelin, Pferdekutschen oder Eisenbahnen. Es wird gewürfelt, der Zufall regiert, die Reise auf dem Papier ist unwägbar wie das Leben selbst. Mit den detaillierten Kommentaren über Gestaltung und Regeln ist dem Autor eine kleine Kulturgeschichte der Reisespiele gelungen. Das Schönste daran: das Buch ist lesbar und spielbar zugleich!

Ernst Strouhal dokumentiert 63 historische Spiele: Sie ermöglichen es dem Leser, sich auf wunderbare imaginäre Reisen durch Zeit und Raum zu begeben.
Es gibt Bücher und Bücher. Es gibt Bücher, die mit ihrem Erscheinen das Medium des Buches neu erfinden, indem sie es transformieren und mit anderen Medien verschmelzen, ohne sich in ihnen zu verlieren. Ernst Strouhals Die Welt im Spiel ist ein solches Buch. Sein Untertitel Atlas der spielbaren Landkarten verrät bereits, in welche Richtung das Buch sich selbst überschreitet: Die in ihm versammelten Landkarten sind nicht nur lesbar, sondern auch spielbar. Landkarten sind sie im buchstäblichen und im metaphorischen Sinn – als Karten geografischer und imaginärer Räume.

Durchgehend Raritäten
Das Buch ist in jeder Hinsicht größer, als es sich auf den ersten Blick gibt. Gedruckt im Format 24 x 32 cm, besteht es aus zwei Teilen, die durch den Bucheinband miteinander verbunden und vollständig geöffnet beinahe einen Meter breit sind. Der rechte Teil enthält doppelseitige Reproduktionen von Brettspielen, der linke deren Dokumentationen, Spielregeln und Kommentare. Dieser gesamte linke Teil lässt sich aus dem Bucheinband herausklappen und ebenfalls doppelseitig neben dem rechten öffnen. Der wiederum, deutlich dicker, ist in offener Fadenbindung gebunden, die ein vollständiges Aufschlagen der Doppelseiten ermöglicht. Diese werden dadurch zu Spielbrettern. Die Spiele lassen sich so nicht nur studieren, sondern auch spielen. Sie stammen aus Europa, Nordamerika und Japan vom 18. bis ins 20. Jahrhundert. Viele davon waren einst populär und sind heute vergessen. Durchgehend handelt es sich um Raritäten, zusammengetragen und zur Verfügung gestellt von leidenschaftlichen Sammlerinnen und Sammlern, von Museen und weiteren Institutionen rund um die Welt, deren Namen in der Danksagung und im Bildnachweis genannt sind. 63 Spiele sind es, eine Anspielung auf die Anzahl der Felder im klassischen Gänsespiel, dessen Form die meisten dieser Spiele haben.

Die Gliederung
Strouhal hat aus ihnen fünf Gruppen und das heißt hier zugleich auch fünf Kapitel gebildet, deren gemeinsames Element die Reise oder allgemeiner noch eine bestimmte Form fortschreitender Bewegung ist: "Durch die Städte", "In ferne Länder", "Über Berg und Tal", "Durch Zeit und Raum", "Reise durchs Leben". "Der Motor der Bewegung ist der Würfel, der Zufall regiert, die Reise am Papier ist unwägbar wie das Leben selbst", heißt es im Vorwort. Die inhaltliche Gliederung und formale Gestaltung verraten eine weitere Richtung der Selbstüberschreitung. Das Buch wird hier nicht nur zur Spielesammlung, sondern auch zum Ausstellungskatalog: auf der einen, rechten Seite die Ausstellungsobjekte, auf der anderen, linken die Begleittexte, die sich auch wegklappen lassen. Strouhal ist ein erfahrener Ausstellungskurator, der etwa die thematisch verwandte Ausstellung Spiele der Stadt. Glück, Gewinn und Zeitvertreib mitkuratiert hat, die 2012/2013 im Wien-Museum zu sehen war. Hier ist er Kurator einer Ausstellung, die so nicht stattgefunden hat und sich das Buch als alternativen Ausstellungsraum erschließt. In diesem Sinne ist es eine kuratorische Entscheidung von großer Tragweite, die Auswahl und Reihenfolge der Ausstellungsobjekte mit einem Spiel zu beschließen, das den Titel "Die Reise ins Himmelreich" trägt. Wo der Zufall entscheidet, ob die Seele in den Himmel oder in die Hölle gelangt, ist der Ernst des Lebens infrage gestellt. Den Glücksspielern, denen Hieronymus Bosch in seinem Garten der Lüste ein eigenes, im Buch abgebildetes Höllenabteil reserviert hat, bleibt damit zugleich ein Funke Hoffnung. Nicht dieser ist es jedoch, der das Feuer der Spielleidenschaft anfacht: "Das Leben als Spiel betrachtet ist ein Leben in Immanenz", sagt Strouhal. Das heißt immer auch, es ist frei von jeglichem Zweck, dadurch jedoch nicht automatisch sinnlos.

Heraustreten aus dem eigentlichen Leben.
Bei der Zweckfreiheit ist an die Analogie zu denken, die der Soziologe und Kulturtheoretiker Georg Simmel zwischen Kunst und Spiel beobachtet hat. Spiele haben etwas von jener Zweckmäßigkeit ohne Zweck, die Immanuel Kant zufolge die Schönheit auszeichnet. Vor allem bilden sie gegenüber dem Alltag eine eigene Sphäre. Wie der Kulturhistoriker Johan Huizinga in seinem Homo Ludens, einem Klassiker der Spieltheorie, sagt, ist das Spiel nicht das "gewöhnliche" oder das "eigentliche" Leben. "Es ist vielmehr das Heraustreten aus ihm." Umso bemerkenswerter ist es, dass es Strouhal gelingt, die Spiele in jenes gewöhnliche Leben einzubetten, aus dem sie heraustreten. Seine luziden Kommentare und sein einleitender Essay erzählen wie im Vorbeigehen eine kleine, materialreiche Kulturgeschichte dieser Spiele. Es waren, wie Strouhal betont, Spiele für Erwachsene, die spielerisch belehrten, aber auch um Geld gespielt wurden. Sie kommunizieren in vielfältiger Weise mit dem Alltag, den sie hinter sich lassen. Strouhals Buch hält, was sein Titel verspricht: Es verklärt nicht die "Welt als Spiel", sondern rekonstruiert in plastischer Weise die Spiele selbst und die Welt, die sich in ihnen zeigt.
(Ingo Zechner, 15.11.2015)



15-11-2015

LA CONTRADA DELL'OCA
EL ZUC DE OCJE PAR FURLAN
Siamo una piccola fattoria sociale a Fanna, piccolo comune in provincia di Pordenone. Abbiamo realizzato un grandissimo gioco dell'oca, praticabile per tutte le persone, anche coloro che soffrono di qualche disturbo, perchè totalmente libera da barriere e coloro che lamentano problemi di deambulazione possono usare i due scooterini che consentono di effettuare il percorso senza sforzo. Questo gioco è lungo 600 metri ed è stato realizzato intorno al pascolo degli animali, così i bambini (lo scorso anno ne sono venuti oltre 1.500 in visita didattica) lanciando i grandi dadi di gommapiuma possono giocare e nel frattempo ammirare il paesaggio, il bosco e gli animali al pascolo. I 63 quadri di 1 mt x 1 mt sono stati realizzati dall'Accademia di Brera e dall'Associazione dei pittori "Dalle terre di Giotto e dell'Angelico" che ha sede a Vicchio nella casa natale di Giotto.
Per l'Expo abbiamo realizzato, grazie ad un contributo della regione Friuli VG, un gioco dell'Oca tutto incentrato sulla corretta alimentazione dei bambini, con opere di Maria Distefano, bravissima pittrice di Venezia e sempre grazie alla insostituibile collaborazione dell'Associazione dei pittori "Dalle terre di Giotto e dell'Angelico". I quadri sono stati riprodotti su banner e portati al Museo del Bambino della Rotonda della Besana di Milano, a fine ottobre in collegamento con l'Expo, e per una settimana i bambini delle scuole di Milano hanno potuto giocare a questo gioco dell'oca (ne sono passati quasi 2.000).
Visto poi che da sempre operiamo per la salvaguardia delle lingue minoritarie e delle tradizioni locali, abbiamo pensato di creare una cordata insieme ad un'altra associazione friulana molto attiva in queste attività di divulgazione della lingua friulana "L'Istitut Ladin Furlan prè Checo Placeran", alla provincia di Udine e alla regione Friuli VG e tutti insieme abbiamo realizzato questo gioco da tavolo interamente in lingua friulana e lo stiamo diffondendo gratuitamente nelle scuole elementari della Regione. Le immagini sono realizzate da Otto D'Angelo, pittore di 93 anni sempre giovane dentro e che in tuti questi anni ha dipinto ogni possibile angolo e scorcio del Friuli, insieme a giochi, attrezzi, usi e gesti del Friuli di una volta. La plancia è opera di Maria Distefano.
Un gioco dell'oca in friulano perchè giocando i bambini possano utilizzare termini ed usare la loro lingua madre, perchè in questo modo possono rafforzare le loro radici e crescere sereni ed aperti a qualsiasi conoscenza ed incontro, perchè chi conosce e rispetta le proprie tradizioni non ha paura di incontrarne altre e diverse.
Paolo Paron


01-11-2015

NEW YORK: THE GROLIER CLUB, 2016.
Adrian Seville:
"The Royal Game of the Goose. 400 Years of Printed Board Games."
Exhibition at the Grolier Club 24 February to 14 May, 2016.

The Grolier Club has not mounted an exhibition on board games in its 132-year history.
The games in this exhibition are engraved or lithographed works on paper that are fine prints, exhibitions of which were even more significant than those of rare books in the early years of the club. But they also fit into the category of innovative
and never-before-exhibited materials first shown at the Grolier Club, as various as “the first American showing of commercial posters as artistic works, Whistler’s Amsterdam etchings, bookplates, Near Eastern books and manuscripts, and bronze statues of movements cast by Degas from wax statuettes.”1 Thus, these board games are particularly suited for an exhibition here.
The Game of the Goose (in French, the jeu de l’oie) is the one of the oldest known printed board games; early records of its existence in Italy date as far back as the late fifteenth century, and it appears in England as early as 1597. Like so many things, the jeu de l’oie can be played at multiple levels: children play it to win, caring little for the journey which, like so many games of chance, requires no particular skill or talent. But, on another level, scholars mine the game for its cultural evidence, elements of social behavior and historical cues. Adrian Seville’s superb collection, which now numbers more than 400 examples of the Goose game, falls squarely in this latter group, as the range of games in his diverse collection will show. Dr. Seville, the exhibition’s
curator, has long been meticulous in his search for these rare games, striving to build a broadly representative collection among so many similar games that have appeared in Europe over the past 500 years, as well as, more recently, some even produced in the United States. They are exhibited here in examples from England, France, Germany, Italy, Mexico, the Netherlands and Spain.
One example — The New Game of Human Life [Game 68] — is quite well known. The version on display here is a variation of a classic French game and comes with a recommendation to play with a spinner rather than a set of dice. Featuring the seven ages of man (from infancy to old age), there are special rules, among them what happens if the dice, if used, turn up twin sixes, or what hazards might befall a player (and the curious reasons for landing upon them). Captain Cook, Alexander
Pope, William Pitt and Isaac Newton (in place of François-Marie Arouet, more commonly known as Voltaire) are among many notable figures found on the board along with the Prince Regent, who would later ascend the throne as George IV. His image here — a crude and unflattering caricature — reflects the politics of the game’s designer with regard to the future King. Who knew that so much could be learned from a simple board game?
The erudition and breadth of board-game knowledge shown by Dr. Seville are most impressive and a welcome addition to the Grolier Club’s history. Perhaps, too, this exhibition will serve as a guide for future exhibitions, while offering visitors access to an important collection that is much more than the sum of its parts.
William H. Helfand
Grolier Club President (2006–2009)

20-01-2015

Il 20 gennaio il Prof. Adrian Seville ha preso parte alla manifestazione "Journeys Through Bookland: Explorations in Children’s Literature" presentando la sua relazione "Early Children’s Books as Board Games: A Different Way of “Reading” the Story".

(The Grolier Club of New York).


07-01-2015

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10-12-2014

Exposition du 10/12/2014 au 26/04/2015

Jeux et Merveilles
Singuliers, rares ou précieux, les objets ludiques présentés révèlent l’univers d’un grand collectionneur contemporain, favorisant ainsi la connaissance et la rêverie des visiteurs.
Artiste passionné par les cartes à jouer et le jeu en général, Jean Verame a constitué sur plus de quarante ans, un extraordinaire et éclectique cabinet d’amateur. La sélection de près de cent cinquante ensembles, toutes époques et tous pays confondus, met en avant leur caractère admirable. L’art de collectionner et le plaisir du jeu sont ici intimement liés.

Carte de Tarot peinte sur fond or du 15e siècle italien, premières cartes de joueurs joliment gravées et colorées, exceptionnel Minchiate (tarot de 97 cartes) parisien du 18è s., cartes apaches en cuir, cartes péruviennes gravées sur plaques d’argent, statuette mexicaine représentant un joueur de Tlachtli, marqueur de cribbage inuit sculpté dans une dent de morse, table de jeux parisienne en bois précieux, Cavagnole, Biribi royal, coffrets de quadrille, paire de dés anthropomorphes, jeu d'échecs injouables créé par Jean Verame, l'artiste, en 1985, boules de pétanques carrées contemporaines... Tous les trésors de ce fureteur inspiré ont de quoi faire rêver !
Une partie de la collection de Jean Verame s’est constituée au gré de la dispersion d’ensembles français et étrangers. Certains jeux présents dans l’exposition en témoignent.
Désireux de partager ses découvertes Jean Verame est l’auteur de plusieurs ouvrages richement illustrés sur les cartes et le jeu. Le dernier en date a pour titre : Les très beaux objets du jeu, (Editions Face & Dos, 2014) préfacé par Jean-Marie Lhôte.

Jean Verame, l’artiste et le collectionneur
La quête de l’extraordinaire est une des principales motivations de ce collectionneur hors norme. Sans doute, ces objets si singuliers dont ils s’entourent ont-ils aussi nourri son travail d’artiste. Lui-même définit volontiers son rapport à sa collection de jeux comme sa « prise de terre » complémentairement à sa démarche artistique qui serait sa « prise de ciel ». Les lignes de force, les couleurs franches, en aplat bleu, noir et rouge des figures de cartes qui le fascinent depuis l’enfance, trouvent comme un écho chez ce peintre des déserts. L’aire de jeu, ici, est sans limite avec des règles élaborées par lui seul, jour après jour pour une formidable partie qu’il joue avec lui-même !
« C’est au moment où je me suis libéré du strict enfermement dans l’atelier, où j’ai commencé à explorer des espaces réels pour m’exprimer que j’ai été attiré par l’histoire des jeux et des objets qui en découlent. C’est là que j’ai découvert un espace ludique, pleinement gratifiant, excitant ». Jean Verame, 2003.
C’est bien toutes les dimensions artistiques d’un plasticien collectionneur, amateur de cartes à jouer, de jeux et de silences, que cette exposition donne à voir.



07-12-2014

"TAROCCHI, SCACCHI, ENIGMI: PASSATEMPI CORTESI E POPOLARI NEI FONDI DELLA BUB"

6 dicembre 2014 - 31 gennaio 2015 (Atrio Aula Magna)
La Mostra è stata preparata e allestita con passione e professionalità dalle bibliotecarie del Settore manoscritti e libri antichi e racchiude tante sorprese e opere inedite e mai esposte in precedenza. Interamente dedicata ai tarocchi, nelle sue varie espressioni, è, poi, un’intera bacheca, allestita col materiale scelto per importanza storica, artistica e culturale dai responsabili del Museo dei tarocchi, sorprendentemente ricco per la varietà e l’originalità dei materiali che conserva e che per la prima volta saranno esposti in questa sede prestigiosa. Le ricerche si sono concentrate, in particolare, su alcuni fondi della Biblioteca Universitaria appartenuti a collezionisti competenti e appassionati, come lo speziale Ubaldo Zanetti, che ci ha lasciato una vera miniera di documenti preziosi per conoscere la vita quotidiana bolognese del ceto popolare e di quello nobile, di cui fu attento osservatore: otto dei trentasette pezzi esposti sono tratti dalla sua collezione. Da ricordare poi alcuni opuscoli di Giulio Cesare Croce, il poeta della vita cittadina e del suo popolino, questa volta tratti dal fondo Jacopo Bartolomeo Beccari.Nel panorama dei giochi e passatempi non poteva mancare quello che ha sempre avuto un gran numero di appassionati in Italia e in Europa: il gioco degli scacchi. Lo testimonia l’abbondanza della manualistica rappresentata da ben quattro volumi presenti nella nostra Mostra. Accanto agli scacchi non potevano mancare i giochi matematici: il più noto autore , anzi l’autore del primo trattato organico di matematica e geometria pubblicato a stampa (Venezia 1494), è sicuramente Luca Pacioli, di cui la BUB conserva il ms.250, De viribus quantitatis, datato sec. XVI.
Ma se documenti e libri sui giochi matematici, gli scacchi, i giochi da tavolo popolari e quelli di conversazione praticati dal ceto nobiliare, sono abbastanza diffusi nei fondi storici di questa Biblioteca, il ritrovamento di una raccolta di carte da gioco didattiche, rappresenta una vera novità. Nel fondo Francesco Zambeccari, il conte bolognese che lasciò in eredità la sua libreria personale alla Biblioteca nel 1752, sono stati identificati ben 7 diversi mazzi di carte di vari argomenti, destinati all’educazione dei giovani nobili, raccolta finora sconosciuta, catalogata ed esposta per la prima volta. Non poteva mancare in Mostra la rappresentazione artistica dei passatempi e dei giochi che molto interesse suscitava negli artisti: è infatti esposta la stupenda incisione che il veneziano Bartolomeo Crivellari trasse, due secoli dopo, dall’affresco cinquecentesco di Nicolò dell’Abate dedicato al gioco dei tarocchi, a decoro di una sala di Palazzo Poggi, fino alla fine degli anni ’90 appartenente alla Biblioteca. Si ricordano quindi un manoscritto di Ulisse Aldrovandi, che contiene, secondo il suo tipico metodo di lavoro, un piccolo trattato sistematico sui giochi, dalla definizione stessa del gioco per proseguire con una sorta di classificazione fra giochi pubblici e giochi privati, a cominciare proprio dai tarocchi. E un piccolo, delizioso libretto, che ci riporta addirittura al gossip dell’epoca. La domanda è: come trascorrono la serata gli ospiti che il nobile Filippo Guastavillani ha invitato a cena? La risposta è: giocando con la sorte. Al visitatore lasciamo, dunque, scoprire il contenuto del sorprendente volumetto. Ma in tema di curiosità come non ricordare un foglio volante manoscritto del fondo Zanetti e quindi sicuramente anteriore al 1769, anno della sua morte, in cui sono delineate, di mano dello stesso speziale, le corrispondenze fra le carte dei tarocchi e i loro significati: la testimonianza è interessante, in quanto sembra dimostrare che la pratica della cartomanzia era largamente diffusa a livello popolare, già ben prima della formalizzazione teorica di questa tecnica predittiva che si fa risalire all’occultista francese Jean-Baptiste Alliette nel 1770. Ma, sicuramente, il pezzo più curioso di tutti, sempre ritrovato fra i manoscritti del fondo Zanetti, è una carta da gioco bolognese tagliata a metà che si trovava in una lettera indirizzata allo speziale, e doveva servire come segno di riconoscimento per chi era in possesso dell’altra mezza figura, in una storia davvero intrigante che forse non avremmo mai scoperto, se non avessimo cercato in quel fondo, quasi disperatamente, anche qualche mazzo di carte del ‘700. Sappiamo, infatti, che le carte bolognesi erano molto ricercate all’epoca e talvolta venivano fornite di contrabbando per il loro costo elevato o venivano utilizzate per pagare debiti o lasciate in pegno. Infine, un vero tripudio di carte di tarocchi, antiche e moderne, provenienti da tutto il mondo, insieme a curiosi oggetti e opere d’arte aventi come tema i tarocchi, non mancheranno di incuriosire e interessare i visitatori di questa nuova iniziativa espositiva, che la Biblioteca Universitaria, dopo l’impensabile grandissimo successo della Mostra sull’Alchimia, tenuta da febbraio ad aprile di questo intenso 2014, ha voluto offrire ai suoi numerosi utenti ed amici. La Mostra è corredata da un pregevole Catalogo, che contiene le relazioni del convegno e le colte ed esaustive schede dei pezzi antichi e manoscritti esposti.
Orario:
lunedì- venerdì dalle 10.00 alle 18.00;
sabato dalle 9,30 alle 13.00;
domenica e festivi chiuso. Ingresso libero.
Per informazioni tel. 0512088300/306


22-11-2014

BIBLIOTECA UNIVERSITARIA BOLOGNA
Aula Magna
6 Dicembre 2014, ore 9.30
Convegno
"TAROCCHI... SEI SECOLI DI STORIA, ARTE E SIMBOLI"
Intervengono:
Biancastella Antonino, Direttrice Biblioteca Universitaria Bologna
Morena Poltronieri, Direttrice Museo dei Tarocchi
Ernesto Fazioli
Alberto Beltrami
Giovanni Pelosini
Andrea Vitali
Girolamo Zorli

Opening Mostra ore 12.00
"TAROCCHI, SCACCHI, ENIGMI; passatempi cortesi e popolari nei fondi della B.U.B."

Visita guidata a cura di patrizia Moscatelli.
Via Zamboni 35, Bologna
Per informazioni: 051-2088300/306

In occasione della mostra verrà presentato un bellissimo gioco inedito "NUOVO GIOCO DELL'HONORE", firmato dal pittore e intagliatore bolognese Floriano Dal Buono (1599-1647) e non riportato finora fra le sue opere. La tavola è dedicata dall'editore, il libraio Antonio Maria Magnani che gestiva una bottega all'insegna del Pellegrino, a un Bartolomeo di Gerolamo Baldi.
Ingresso libero

21-06-2014

"DALL'OCA ALL'AQUILA. L'IMPERATORE E' IN GIOCO".
All'ospedale di Portoferraio una mostra dedicata a Napoleone Bonaparte dal 14 Giugno al 6 Luglio.

NAPOLEONE … all’Ospedale.
Nell’ambito delle manifestazioni che si moltiplicano quest’anno all’Isola d’Elba per il Bicentenario dell’arrivo dell’Imperatore Napoleone Bonaparte, avvenuto il 4 maggio 1814, anche l’ASL 6 di Portoferraio ha voluto dare il suo contributo ed essere presente nel vasto panorama di iniziative. E’ stato infatti il Direttore dell’Ospedale di Portoferraio, dr. Bruno Graziano che ha pensato di riproporre una mostra dedicata al grande Còrso sfruttando una mostra già presentata in passato alla De Laugier e dal titolo “Dall’Oca all’Aquila, l’Imperatore è in gioco”. Si tratta di un Gioco dell’Oca che ha per tema i momenti salienti della vita del grande Napoleone Bonaparte, dalla nascita in Corsica, alla morte a S. Elena, al rientro delle ceneri “Aux Invalides” avvenuta a Parigi nel 1840. L’ideatore del gioco è un medico che lavora presso il Reparto di Chirurgia che da anni raccoglie giochi dell’oca e di percorso. Nell’intervista rilasciata alla televisione locale, il medico ha infatti precisato di non essere un esperto di storia napoleonica anche se il personaggio Bonaparte è affascinante e per alcuni versi intrigante e si è reso protagonista di molti giochi di percorso che ne hanno esaltato la storia e le imprese, ma anche le sconfitte e la decadenza. Il gioco, in italiano e francese, è stato realizzato nel 2007 e per la sua composizione sono state utilizzate delle stampe d’epoca che ricordano in ordine cronologico gli eventi più importanti ed i personaggi più famosi che hanno caratterizzato la vita dell’Imperatore. Nelle 13 classiche caselle delle oche si trovano i Marescialli di Francia, i fedelissimi di Napoleone che contribuirono alla sua folgorante carriera fino alla costituzione dell’Impero. Ma Napoleone giocava al gioco dell’oca? Certamente! e come ci riferisce il poeta Arnauld, barava! Una curiosità: alla casella 24 il medico da campo di Napoleone, il chirurgo Larrey, il progenitore del triage e del 118. Alle ore 11 di sabato mattina il Napoleone “elbano” era già al primo piano dell’ospedale accompagnato da una guardia e da tre dame, 5 figuranti ottimamente scelti da Leonello Balestrini “deus ex machina” di tutte le rappresentazioni che si svolgono sull’isola e anche lui presente all’inaugurazione. Ha preso la parola il dr. Ciompi che nel ringraziare tutti gli intervenuti ha sottolineato che la sanità del 3° millennio è anche questo, non solo malattie, terapie, sofferenza ma anche un momento di incontro con i cittadini offrendo loro iniziative culturali che ne possano allietare la permanenza e ridurre la diffidenza. Molto breve ma incisivo l’intervento del Direttore Graziano il quale con molta determinazione ha sottolineato che le cose per la sanità elbana cambieranno. In rappresentanza dell’amministrazione comunale era presente il vice-sindaco dr. Marini che ha avuto parole di apprezzamento per l’iniziativa ringraziando la Direzione per l’idea di allestire una mostra nel nosocomio elbano. Molti i presenti, soprattutto operatori dell’ospedale visto che il sabato i poliambulatori sono chiusi, che hanno espresso grande soddisfazione per la manifestazione, la prima realizzata presso l’ospedale e con la Direzione del dr. Graziano.
Il Napoleone e gli altri figuranti hanno effettuato una visita anche in reparto con grande sorpresa di una bambina ricoverata in osservazione che si è vista arrivare addirittura l’Imperatore in persona accompagnato dalla guardia e dalle dame!
Una foto ricordo per tutti con i figuranti fra le bellissime sagome napoleoniche esposte nell’atrio e messe a disposizione dalla boutique “Tibidabo” e sul finire un aperitivo offerto dal “Centro Ufficio Elbano” di Bargellini.
La mostra allestita in collaborazione con il Centro Nazionale Studi Napoleonici di Portoferraio si trova nella saletta d’attesa dell’ambulatorio ortopedico, al primo piano e rimarrà aperta fino al 6 Luglio.


13-06-2014

"Dall'Oca all'Aquila" all'ospedale una mostra dedicata a Napoleone.
Il 14 giugno l'inaugurazione
PORTOFERRAIO — Un evento per ricordare Napoleone Bonaparte e la sua venuta all'Elba duecento anni fa. “Dall’Oca all’Aquila” è il titolo della mostra che nell’ambito delle manifestazioni realizzate in occasione del Bicentenario, la Asl 6 di Livorno ha voluto allestire all'interno della struttura ospedaliera elbana. L'evento artistico sarà inaugurato il 14 giugno al primo piano dell'ospedale di Portoferraio. Nell'occasione sarà presente la direzione del Presidio con Graziano Bruno, Maria e il responsabile di zona Gianni Donigaglia, insieme alle autorità locali.



03-05-2014

PORTOFERRAIO (ISOLA D'ELBA) BICENTENARIO 1814/2014

01-05-2014

The 2014 Conference of the Academia Scientiae in Vienna from 23-25 April.

25 April, Adrian Seville: "Spiral Race Games and Scientific Learning in 17th and 18th century France"

(Abstract): Simple race games, played with dice and without choice of move, are known from antiquity. In the late 16th century, specific examples of this class of game emerged from Italy and spread rapidly into other countries of Europe. Preeminent was the Gioco dell’Oca (Jeu de l’Oie. Game of the Goose etc). Which spawned thousands of variants over the succeeding centuries to the present day, including educational, polemical and promotional versions (see the paper presented to Scientiae 2013). The present paper involves the educational variants. These began as a French invention of the 17th century, the earliest known being a game to teach History: the Jeu Chronologique published about 1640. By the end of the century, games designed to teach Geography, the Arts of War, Heraldry, Morals and Social Behaviour had also been developed – the accomplishments required of the noble cadet class studying in the colleges of France. Surprisingly, given the rapid international diffusion of the basic game, these educational variants remained largely a French phenomenon. Although some 17th century French examples were adapted for the German market, innovation was generally lacking elsewhere until the middle 18th century, when distinctive English games began to appear. The paper will explore the development of the educational jeu de l’oie up to the French Revolution, showing how the games were shaped by and contributed to the intellectual culture. Games related to the emergence of scientific knowledge in the period will be highlighted, including the remarkable astronomical game, Le Jeu de la Sphere ou de l’Univers, (1661). Other games reflect advances in the application of science, notably those concerning the Arts of War. These ephemeral games, printed on fragile paper, were designed to be topical and interesting. They can therefore give a particular insight into the timescale for the acculturation of science towards the end of the Early Modern period.

http://scientiae.co.uk/wp-content/uploads/2014/04/Seville-Adrian.pdf

29-04-2014

BICENTENARIO NAPOLEONICO 1814/2014
In occasione delle celebrazioni per il Bicentenario dell'arrivo dell'Imperatore Napoleone Bonaparte all'Isola d'Elba saremo presenti con una Mostra dal titolo "Dall'Oca all'Aquila. L'Imperatore è in gioco." La mostra sarà itinerante e partirà da Portoferraio in occasione della rievocazione con figuranti provenienti da tutta Europa dello sbarco avvenuto il 4 maggio.

15-12-2013

BUONE FESTE A TUTTI I NOSTRI AMICI E COLLABORATORI !!!!!

09-12-2013

Collecting Five Centuries of Printed Board Games - Adrian Seville, 11 February 2014 – Senate House, Malet Street, London

Adrian Seville studies the history of printed board games, specialising in research on the Game of Goose and its many variants throughout Europe from the late sixteenth century to the present day. His research concerns the international diffusion of these games and their rich cultural history. He has a special interest in cartographic games and assisted the UK Government Department for Culture Media and Sport as an independent advisor regarding the export of the King George III cabinet of dissected maps, subsequently purchased by the Art Fund of England. He has assisted museums internationally and in the UK, including particularly the Bodleian Library, and Waddesdon Manor. He has given illustrated presentations in many countries and is a member of the Grolier Club of New York, where an exhibition of his personal collection of games is scheduled for 2016. Though these spiral race games are simply played according to the throw of the dice, offering no choice of move, they are interesting objects to collect: often beautiful, and of historical and cultural importance in terms of amusement, education, propaganda or promotion. The numerology of the earliest games reflects medieval origins and tracing the iconography down the years is a rewarding pursuit, though the modern inventions can be equally absorbing. Examples drawn from significant collections world-wide will be presented, with an indication of the research tools useful in this specialised field. The collector also needs an awareness of the organisations and the markets that are involved, given that printed games are much less supported by reliable reference material than are books of comparable value.

Make a note in your diary: 6pm on Tuesday 11 February 2014 – Senate House, Malet Street, London WC1E 7HU. All are very welcome.





15-09-2013

GIOCHI DELL’OCA
Percorsi tra pedine e dadi dal ‘700 ad oggi.
Una collezione privata di antichi giochi dell’Oca in mostra a Vercelli

Il ponte, l’osteria e il pozzo, il labirinto, la prigione, la morte e qua e là delle oche, lungo un percorso di 63 o 90 caselle. Chi nella sua vita di bambino, e perché no di adulto, almeno una volta non ha giocato al Gioco dell’oca? Dal 22 settembre al 20 ottobre il Museo Leone di Vercelli propone un’esposizione di oltre 50 tavole di Giochi dell’oca e altri giochi di percorso, dal Settecento ai giorni nostri, provenienti da una collezione privata e mai presentati al pubblico prima d’ora. Si tratta di materiali affascinanti, solo all’apparenza legati ad aspetti ludici ed infantili, ma che in realtà si prestano a diversi e complessi piani di lettura. La spirale di numeri, che all’incirca dal 1580 (data in cui il gioco nacque e si perfezionò tra la corte medicea e quella di Spagna) segna il percorso della vita, irto di difficoltà e generoso di soddisfazioni, simboleggia allo stesso tempo il percorso che le anime dei defunti compiono per giungere alla salvezza. Il susseguirsi dei numeri e il punteggio ottenuto attraverso il lancio dei dadi, poi, hanno nei secoli dato il là alle più complicate e stravaganti teorie magico-esoteriche fondate sulla numerologia. Vi sono inoltre profonde implicazioni sociali, a volte anche negative: il gioco infatti, da momento ludico-nobiliare, prevalentemente praticato a corte, diverrà, col passare del tempo e con la sua diffusione, anche gioco d’azzardo, capace di soddisfare il vizio degli scommettitori più incalliti. Ed ecco allora i divieti più severi e le terribili pene comminate dalle autorità di mezza Europa, da Luigi XIV di Francia al Papato romano, a chiunque fosse stato sorpreso a giocar d’azzardo all’oca o ad altri giochi di percorso. E infine, ma gli spunti potrebbero essere ancora più numerosi, lo sfruttamento ideologico, politico e propagandistico, che già a partire dal Seicento si fa dei giochi e dei loro tavolieri, trasformati in veicoli grafici utili a celebrare regimi, guerre, glorie nazionali o più semplicemente, come avverrà a partire da fine Ottocento, strumenti promozionali nelle mani delle nascenti industrie che individuano nei giocatori potenziali consumatori di prodotti da reclamizzare. Tutti queste tipologie, con i loro molteplici aspetti, si ritrovano nella collezione che sarà esposta al Museo Leone. Un cospicuo numero di tavolieri per il Gioco dell’oca, il cui nucleo più consistente si colloca a cavallo tra Otto e Novecento, e altri giochi di percorso, come l’antichissimo “Gioco nuovo di tutte l'osterie che sono in Bologna…” (1720) di Gian Maria Mitelli, nel quale sono elencate le cinquantasette osterie della città ricordate con il nome, l'insegna, l'ubicazione e le specialità culinarie; i giochi legati ai viaggi e all’avventura nell’età del progresso scientifico, come il “Gioco del tramway”, o il raro e prezioso “Volo d’oriente col Gennariello” nato per celebrare i fasti dell’aviazione italiana nel primo periodo fascista (1926), attraverso il ricordo dell’impresa del napoletano Francesco De Pinedo che a bordo dell’idrovolante battezzato appunto “Gennariello” compì un’epica trasvolata sino a Sidney; e ancora: giochi sportivi dedicati al calcio, al ciclismo o all’automobilismo, giochi di guerra come l’”Assalto al castello” o veri e propri giochi d’azzardo ottocenteschi come il “Gioco della Barca” o il “Gioco del Diavolo” oppure misteriosi percorsi esoterici e divinatori atti a predire il futuro come il “Gioco dell’Oracolo”. Completano l’esposizione alcuni antichi volumi riguardanti i giochi da tavolo provenienti dalla Biblioteca di Camillo Leone.
Inaugurazione della mostra sabato 21 settembre, su invito, con la presenza di Aldo Spinelli, artista e “giocologo”, collaboratore negli anni di varie testate con rubriche fisse, dedicate appunto ai giochi, tra cui: Il sole 24 ore, Il Corriere della Sera, Capital, Linus, Panorama, Corriere dei Piccoli, Max, Millionnaire, creatore egli stesso di giochi di società, nonché consulente delle maggiori case produttrici quali Clementoni, Hasbro e Mattel. Ha partecipato e condotto trasmissioni radiofoniche e televisive dedicate ai giochi e alla loro storia per la RAI e la Radiotelevisione svizzera. Al Museo Leone interverrà parlando di: “L’oca stravagante. Dal gioco alla letteratura”, la curiosa storia di un Gioco dell’oca, un libro ed un’eredità milionaria.
I Servizi Educativi del Museo Leone hanno inoltre preparato percorsi guidati alla mostra per tutte le scuole di ogni ordine e grado, e inoltre, domenica 29 settembre, alle ore 15, su prenotazione, uno speciale laboratorio per bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni, che sarà anche il primo appuntamento del calendario Pit Stop 2013-2014, di cui prossimamente verrà fatta la presentazione ufficiale.
Per gli adulti, invece, visite guidate alla mostra durante alcuni week-end di settembre e ottobre ed una speciale visita serale, sabato 28 settembre, in concomitanza con l’apertura straordinaria del museo in occasione della manifestazione “Vercelli Riso Expo”.
Numerosi e di prestigio gli enti e le associazioni che hanno collaborato al progetto espositivo, garantendo così la possibilità di organizzare anche eventi collaterali e di supporto alla mostra. Oltre al patrocinio della Città di Vercelli, determinante è stato il contributo economico dell’Amministrazione Provinciale e del suo Assessorato alla Cultura. Gradita la presenza della Delegazione vercellese del FAI, che collabora all’evento e che in occasione della vigilia della chiusura della mostra, sabato19 ottobre, animerà in museo, per tutto il pomeriggio, l’evento dal titolo “Vercelli giOca, FAI un gioco per conoscere meglio la tua città”, un divertente Gioco dell’oca che si snoda tra le bellezze storico-artistiche e i monumenti di Vercelli da giocare al Museo Leone. Su speciali tavolieri preparati per l’occasione dal FAI di Vercelli in collaborazione con i servizi educativi del Museo, grandi e bambini potranno imparare a conoscere meglio la nostra città. Tra i contributori ricordiamo inoltre l’associazione “Donne e Riso”, il sodalizio femminile vercellese che da più di trent’anni promuove la cultura del riso e la sua storia secolare, che parteciperà alla giornata inaugurale e, tra i collaboratori, l’associazione “Torino Città Capitale” che da anni propone sul territorio piemontese la formula vincente della tessera “Abbonamento Musei Torino Piemonte”, un circuito al quale aderisce anche il Museo Leone, garantendo, anche in occasione della mostra “Giochi dell’oca”, l’ingresso gratuito a tutti i possessori della tessera abbonamento. Infine, ma non per importanza, si ringrazia come di consueto la “Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli” per il costante supporto a tutte le attività museali.

Per info e contatti.
Segreteria: museoleone@tiscali.it
www.museoleone.it
tel. 0161.253204




10-09-2013

Games and the City
What do public squares, parks, streets, coffee houses and casinos have in common? They all serve, to differing extents, as places for games in the city. The Wien Museum is taking a closer look at these settings in the exhibition ‘Games and the City – Luck, Winnings and Leisure’. What do public squares, parks, streets, coffee houses and casinos have in common? They all serve, to differing extents, as places for games in the city. The Wien Museum is taking a closer look at these settings in the exhibition ‘Games and the City – Luck, Winnings and Leisure’. Until 2 April 2013 in the Wien Museum, you can see small children playing ball on the glacis (the undeveloped area around the city walls), old wives playing tarot or pimps playing Stoß, the illegal card-game similar to faro, in the Gürtel area. The exhibition curators have examined social differences in the world of games, followed historical changes and collected large numbers of exhibits, including rarities like Johann Strauß’s tarot box.

The erotic side of billiards
The sound of rolling dice and slot machines helps create the perfect atmosphere for visitors in the entrance area. The exhibition reveals the differences in gaming habits between the classes and the sexes. During the Enlightenment, the game of billiards, hitherto the preserve of the aristocracy, became a bourgeois pastime. Because billiards was played in coffee houses and due to the titillating posture adopted for each shot, with the upper body bent over the table, women were excluded from playing with men, but there were separate women’s billiards groups.

Welcome to Tarotanien
Playing cards apparently originate in China. In any case, they became all the rage in Europe in the 14th century and mastering the most common card games became an essential social skill in noble palaces and simple inns alike. In the latter, people generally only played Schnapsen, whereas the aristocracy and bourgeoisie mostly played tarot, which became so widespread that Friedrich Torberg called Austria ‘Tarotanien’. The exhibition contains themed tarot sets showing prominent public figures, fairy tale characters or political subjects, such as the ‘Constitution Tarot’ from 1848, featuring caricatures of that year’s revolution.

The king amongst games
It goes without saying that a section of the exhibition is devoted to the king of games – chess. Vienna’s great chess tradition goes hand in hand with that of the coffee house, which proved to be the ideal meeting-place for amateurs and professionals, ordinary citizens and intellectuals. Rich patrons like the Rothschilds and Jewish immigrants from Eastern Europe raised chess standards in Vienna to an international level. The working classes also got into the game, encouraged by Social Democratic politicians, who saw it as an antidote to alcohol and gambling. A map shows the brutal effect that National Socialism had on the survival of Vienna’s many chess cafes. Today, there is not a single one in existence.

A theatre as a prize
As the exhibition reveals, the first Viennese lottery financed a marksmen’s festival in 1475. The Italian numbers lottery ‘5 from 90’, introduced in 1752, became the most popular public game of chance. Meanwhile, one part of the exhibition shows how the city itself became inextricably linked to lotteries. From the 16th century onwards, prominent buildings were frequently offered as prizes. This happened twice to the Theater an der Wien, for example. However, the winners usually preferred the cash equivalent to the buildings themselves.

The glacis as a playground
A central theme of the exhibition is public playgrounds for children. For a long time, children used open spaces in the city for ball games, hoop rolling or hopscotch. The glacis, the empty space between the inner city walls and the surrounding inhabited areas, was considered the children’s stomping ground. It was only from the 1860s that dedicated playgrounds came into existence, even if they didn’t feature suitable playing facilities for a long time.

Propaganda instruments
Like other mass media, games were also used as an instrument of political propaganda. Whether it was ‘Constitution Tarot’ from 1848, Happy Families cards featuring war themes or NS propaganda games, they were ideal for glorifying or disparaging political figures, publicising one’s own superiority or even re-drawing a country’s borders. Part of the exhibition is devoted to two further darker aspects of gaming – cheating, above all with the Stoß games of the Viennese underworld, and slot machines, which conquered Vienna over the years. On top of all this, there is plenty more to discover in the exhibition, for example the fact that Scrabble was actually invented in Vienna, why Piatnik cards were so revolutionary and where the word ‘Bummerl’, meaning a minus point in Schnapsen, actually comes from.


05-05-2013

ANTIQUARIATO DEL '900.
Dal Liberty agli anni Cinquanta.
E' uscito per i caratteri del "Sole 24 Ore Cultura" il libro di Vittorio Linfante con la collaborazione di Paola Bertola nel quale si trova una interessante rassegna di giochi della seconda metà del Novecento e fra questi anche dei Giochi dell'Oca. Il volume n° 18 fa parte di una collana curata da Irene De Guttry e Maria Paola Maino.

02-03-2013

Lo scorso 16 Dicembre abbiamo partecipato all'inaugurazione della Mostra "Giochi da salotto. Giochi da osteria nella vita milanese dal Cinquecento all'Ottocento", che si è chiusa oggi. La mostra splendidamente organizzata da Dr. Alberto Milano con la collaborazione di Giuliano Crippa ha offerto uno spaccato veramente interessante su questo aspetto sociale della vita milanese presentando dei bellissimi e rari giochi e relativi documenti. Il Dr. Milano ha veramente stupito con la sua presentazione al momento dell'inaugurazione, fornendo tutta una serie di dettagli, notizie e curiosità relative ai giochi. Era presente anche Thierry Depaulis che ha introdotto in francese una breve storia dei giochi. In occasione di questa esposizione è stato realizzato dall'Editore Mazzotta un interessante catalogo che raccomandiamo ad ogni collezionista.

28-02-2013

MOSTRA "Giochi, Giocattoli, Giocatori"
Dall’8 dicembre 2012 al 27 gennaio 2013.
Un grande interesse e successo di pubblico ha riscosso la manifestazione organizzata dalla Fondazione Geiger a Cecina (LI). L'argomento, i giochi e giocattoli, sembrava interessare una particolare fascia di età ma in realtà il coinvolgimento è stato totale tant'è che i molti visitatori adulti hanno per un attimo rivissuto la loro infanzia. C'era anche la riproduzione del gioco della Campana o Mondo, che può essere considerato a buon diritto la versione più antica del Gioco dell'Oca.


09-02-2013

Il Prof. Adrian Seville sarà a Parigi il 12 Febbraio e sarà relatore alla giornata di studi organizzata in occasione della Mostra: "ART DU JEU, JEU DANS L'ART. DE BABYLONE A L'OCCIDENT MEDIEVAL" presso il Museo di Cluny (aperta dal 28 Novembre 2012 al 4 Marzo 2013). Il Professore parlerà nel pomeriggio e la sua relazione sarà "Les mystères du Jeu de l'Oie du Metropolitan Museum of Art de New York".
La relazione sarà in francese!!!!

12-12-2012

AUGURI DI BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI I NOSTRI VISITATORI, COLLABORATORI E AMICI!!!!!!!!
Luigi Ciompi, Adrian Seville

11-12-2012

Thierry Depaulis sarà a Milano all'inaugurazione di una mostra sul gioco a cura del Dr. Alberto Milano.

GIOCHI DA SALOTTO, GIOCHI DA OSTERIA.
Nella vita milanese dal Cinquecento all'Ottocento.

Inaugura sabato 15 dicembre, ore 18.00, al primo piano di Palazzo Morando, l’importante rassegna sulla storia del gioco da tavolo in Italia, a cura di Alberto Milano, con circa 150 esemplari esposti, fra cui stampe, cartelle e tavolieri in arte povera, matrici da stampa, libri, opuscoli, bandi, attrezzi per il gioco, testimoni delle mode figurative che caratterizzarono i giochi più diffusi a Milano tra il XVI e l'inizio del XIX secolo.
In occasione dell’apertura al pubblico domenica 16 dicembre, ore 14.30, si terrà il convegno LA STORIA DEL GIOCO con visita guidata a seguire. Interverranno Thierry Depaulis (in lingua francese), Nicola de Giorgio, Alberto Milano.

La mostra, promossa dall’Assessorato Cultura, Moda, Design del Comune di Milano in collaborazione con Edizioni Gabriele Mazzotta, prosegue fino al 3 marzo 2013. Ingresso libero da martedì a domenica, ore 9.00 - 13.00 / 14.00 – 17.30.

GIOCHI DA SALOTTO, GIOCHI DA OSTERIA
Nella vita milanese dal Cinquecento all'Ottocento
La storia dei giochi, specialmente per quanto riguarda i secoli passati, è strettamente legata alle vicende della vita quotidiana. Il fenomeno del gioco è uno dei più complessi e sfaccettati poiché vi convergono elementi della cultura visiva, della legislazione, del costume, delle emozioni personali e collettive, può quindi essere osservato da diversi punti di vista.
Nella Mostra che si svolgerà a Palazzo Morando in via Sant'Andrea nel Museo di Milano dal 15 Dicembre 2012 al 3 Marzo 2013 verranno evidenziate le mode figurative che caratterizzarono i giochi più diffusi nella nostra città tra il Cinquecento e l'inizio dell'Ottocento. Verrà privilegiata la collocazione dei giochi stessi nel tempo e nello spazio, cercando di precisare il contesto nel quale furono prodotti. Attraverso i circa 150 esemplari esposti (stampe, calendari, cartelle e tavolieri in "arte povera", matrici da stampa, libri, opuscoli, bandi, attrezzi per il gioco), spesso molto rari e destinati in futuro ad arricchire le Raccolte del Castello Sforzesco contribuendo a fare di queste Raccolte le maggiori del genere in Italia, saranno analizzate tutte le tecniche di stampa e della decorazione utilizzate nella realizzazione dei giochi. Saranno presentate le principali categorie di giochi, da quelli da tavoliere (dama, scacchi) a quelli di dadi (Pela il Chiù, Carica l'asino, della Barca), dai giochi di estrazione (Tombola, Cavagnola) a quelli di percorso (dell'Oca, del Barone), alle carte da gioco e ai tarocchi. Ai tavolieri e alle carte utilizzati per i più noti giochi d'azzardo come il Biribissi, il Lotto Reale, il Faraone, la Bassetta, si alternano i giochi didattici destinati ad istruire divertendo, o quelli familiari come la Tombola o il Gioco dell'Oca. Ai giochi in voga un tempo nei salotti dell'aristocrazia e poi della buona borghesia (giochi di società con le carte, Domande e Risposte, Assalto al Castello, Domino, Tangram), fanno da contrappunto i giochi più comuni nelle strade e nelle osterie della città, essenzialmente giochi di dadi e di carte. Personaggi realmente vissuti o di fantasia, caricaturali, umoristici, o tratti dai romanzi storici popolano i fogli e le carte trasmettendoci una viva testimonianza delle diverse epoche e accompagneranno il visitatore nell'allestimento della mostra. La mostra si basa su decenni di ricerche che hanno portato nuova conoscenza nella storia delle immagini a stampa e prospettive originali nella loro interpretazione, riallacciandosi ad una tradizione che ha visto a Milano gli studi di Achille Bertarelli, Clelia Alberici e Giorgio Lise. La città di Milano vanta nel campo del gioco una tradizione che risale al XV secolo quando, secondo la teoria più accreditata vi furono inventate le carte per il gioco dei tarocchi.
(Dr. ALBERTO MILANO)



01-12-2012

"24 ORE CULTURA"
La Casa Editrice 24 ORE Cultura, dopo la fortunata serie dei “Minimum Design” sotto la Direzione Scientifica di Andrea Branzi (2011), sta realizzando una nuova collana dedicata alle “Arti Applicate” in Italia e all’estero sotto la direzione scientifica di Irene de Guttry e Maria Paola Majno. La collana, che si comporrà di 30 volumi, sarà pubblicata sia in abbinamento editoriale al quotidiano “Il Sole 24 ORE”, secondo una cadenza di uscita settimanale in edicola a partire dal prossimo autunno/inverno (da definire), sia in libreria.
Il Dr. V. Linfante sarà il curatore del volume dedicato ai “Giocattoli d’inizio Novecento” e il nostro sito contribuirà all’iniziativa con le immagini di alcuni giochi.


16-11-2012

"GAMES, TOYS & PLAYERS"
From 8 December 2012 to 27 January 2013
Opening: Saturday 8 December 2012, 5 p.m.
Hermann Geiger Cultural Foundation, Exhibition Hall, Piazza Guerrazzi 32, Cecina (Livorno)
Exhibition & Catalogue by Alessandro Schiavetti
Opening hours: daily from 4 to 8 p.m. - Free admission
For information: 0586.635011 - www.fondazionegeiger.org

The exhibition organized by the Hermann Geiger Cultural Foundation and titled GAMES, TOYS & PLAYERS will lead the visitor to the discovery of the world of play, games and toys. The evolution of play occurred in the early 20th century, when it reached its richest, most significant height. The exhibition is organized into eight different sections focussed on themes such as model-making; building bricks; antique toys and games; board, logic and party games; role-playing games; games dating back from the 1970s and 1980s and the world of videogames; and the most renowned parlour and open-space games. In an open space, even the simplest of pastimes gains the same importance as a valuable collector’s item, because what matters is playing and devoting part of one’s day to leisure as well as to the development of imagination and creativity.
We know from historical research that children in ancient times played in a very similar way as today’s children, with games and toys which have remained unchanged to this day, in line with a tradition going back thousands of years. Whirligigs, party games, toy soldiers: in-depth research has demonstrated that they existed long time ago. The exhibition includes ancient games such as tops and bowling, as well as building bricks, Lego and Meccano, and static and dynamic model-making. Games and toys have gone a long way along a path that has crossed epochs and civilizations, dynasties and palaces.
Play means joy, growth and development.
It is the best incentive for any type of activity. Recent studies have suggested that the more time we devote to playing the more our well-being is enhanced, as well as our work efficiency and human relationships. Toys and their use have increased everyone’s creative capabilities.
The exhibition curated by the Art Director of the Foundation, Alessandro Schiavetti, is a route through imagination which will cover each of these themes: the highest points of creativity in play up to present-day multimedia and videogames. The exhibition will show interesting toys from a recent and distant past, coming from all over Italy, including museums and private collections. Detailed panels on the history of play are aimed at rekindling collective memory and spreading the moral message of healthy entertainment.
The exhibition will be open daily from Saturday 8 December 2012 to Sunday 27 January 2013, from 4 to 8 p.m. Admission is free.


07-11-2012

MOSTRA "Giochi, Giocattoli, Giocatori"
Dall’8 dicembre 2012 al 27 gennaio 2013
Inaugurazione sabato 8 dicembre 2012, ore 17
Fondazione Culturale Hermann Geiger, Sala delle Esposizioni, Piazza Guerrazzi 32, Cecina (Li)
Esposizione e catalogo a cura di Alessandro Schiavetti
Orario di apertura: tutti i giorni dalle 16 alle 20 - Ingresso gratuito
Per informazioni: 0586.635011 - www.fondazionegeiger.org

La mostra organizzata dalla Fondazione Culturale Hermann Geiger e chiamata GIOCHI, GIOCATTOLI, GIOCATORI accompagnerà il visitatore attraverso un percorso storico-conoscitivo del mondo del gioco e del giocattolo. L’evoluzione nel tempo dei modi di divertirsi giunge nel primo Novecento al suo momento più ricco e significativo. L’esposizione prevede un percorso articolato in otto settori differenti che toccheranno tematiche come modellismo, giochi di costruzioni, giochi antichi, giochi di logica e società, Gdr, i giochi degli anni Settanta e Ottanta e il mondo del videogioco, i grandi giochi da salotto e quelli per gli spazi aperti. È all’aperto che i passatempi semplici acquistano la stessa importanza di un giocattolo ricco e da collezione, perché appunto l’importante è giocare e dedicare parte della propria giornata al gioco e allo sviluppo della fantasia e della creatività.
Grazie a ricerche storiche, siamo a conoscenza che i bambini dell’antichità giocavano in maniera del tutto simile ai nostri, con giocattoli e divertimenti che sono rimasti gli stessi fino a oggi, secondo una tradizione più che millenaria. Le trottole, i giochi di gruppo, i soldatini. Tutti passatempi che grazie a intense ricerche sono risultati presenti già moltissimi anni fa. Giochi antichi come la ruzzola e il bowling, per passare ai vari tipi di costruzioni, fino al Lego e al Meccano. Il modellismo statico e dinamico. Il gioco e il giocattolo hanno percorso integri fino ad oggi un cammino che li ha fatti attraversare epoche e civiltà, dinastie e palazzi.
Il gioco è fonte di gioia. Di crescita e di sviluppo.
È il migliore degli stimoli per qualsiasi tipo di attività. Recenti studi hanno dimostrato che quanto più tempo dedichiamo alle attività ludiche tanto più aumenta il nostro benessere, le attività lavorative migliorano, così come i rapporti umani. Il giocattolo e il suo utilizzo hanno aumentato le capacità creative di ogni uomo.
L’esposizione curata da Alessandro Schiavetti, Direttore Artistico della Fondazione Geiger, è un percorso nella fantasia che arriverà a toccare ognuno di questi temi, i punti più alti della creatività nel gioco, fino a giungere nell’era del multimediale e del videogames. Saranno esposti bellissimi giocattoli di un passato recente e lontano, provenienti da tutta Italia, da musei e da diverse collezioni private. Attraverso attente pannellature sulla storia del gioco, la mostra tende a sollecitare la memoria collettiva, rendendo pubblico il messaggio morale del “divertirsi” nel modo corretto.
La mostra resterà aperta al pubblico da sabato 8 dicembre 2012 fino a domenica 27 gennaio 2013, tutti i giorni dalle 16:00 alle 20:00, con ingresso gratuito



08-04-2012

From Prof. Adrian Seville:
"I am just back from opening the small exhibition of my games at Haldon Forest Park, near Exeter. The games are all playable, under glass, and look quite well. I have supplied images for rule books which the museum have made into booklets, so it is quite thorough."

"Games hold a mirror to civilization; they build bonds, trust and strengthen social relationships. For the Cultural Olympiad, CCANW is exploring – through a range of exhibitions and activities that are participatory and fun – what games can tell us about ‘human nature’; and how a deeper understanding of the advantages of cooperation can help us all to address the needs of the planet at this time.
Indoors, the exhibitions are presented in two parts. The first shows a selection of remarkable early board games – some of which may be played – which were intended as guides to moral improvement or general knowledge, war games devised by Guy Debord and H.G. Wells, and documentation of unusual local games, past and present."


17-02-2012

Playing, Learning, Flirting: Printed Board Games from 18th Century France - a special exhibition at Waddesdon Manor 28 March - 28 October 2012

( http://www.waddesdon.org.uk/collection/exhibitions/playing,-learning,-flirting-french-18th-century-board-games )

This exhibition at Waddesdon Manor, curated by Rachel Jacobs, is the culmination of work Adrian Seville has been doing for the past few years, with Phillippa Plock of the National Trust of England, researching the Rothschild Collection of printed board games. Almost all the collection, newly cleaned and annotated, will be on view. These games are not normally on show, so this is a chance to see some uniquely rare and beautiful items, including two or three pieces of games equipment from his collection.



17-02-2012

Games People Play - a special exhibition near Exeter 6 April – 30 September 2012

( http://ccanw.co.uk/future-programme.htm )

This exhibition, which Adrian Seville has helped Clive Adams to curate as part of the 2012 Cultural Olympiad, is at the Centre for Contemporary Art and the Natural World, in a park a few minutes away from Exeter in the south west of England. They are showing 10 or so of his games, with other things.
One theme is games that encourage moral behaviour - 'Here's Helen half choking from eating mince pies....'

02-07-2011

PONTREMOLIS....UNA CITTA' IN SCATOLA
(Pontremoli-Massa e Carrara-Toscana-Italia)
Interessante iniziativa a Pontremoli a cura dell'Associazione Alma.
Domenica 10 Luglio 2011 alle ore 17.30 nella Piazzetta di San Geminano verrà presentato il Gioco "Pontremolis... una città in scatola" realizzato dall'artista Paola Colleoni.

Pontremolis” segue le orme del popolarissimo “Gioco dell’Oca”, le cui origini si perdono nella notte dei tempi e la cui forma moderna risale alla versione che Ferdinando de’ Medici fece realizzare per Filippo II di Spagna. Da allora, amato per le sue mille potenzialità estetiche e metaforiche, il gioco ebbe ampia fortuna presso le corti di tutta Europa: la possibilità di realizzare tabelloni riccamente decorati, sui quali narrare vere e proprie avventure, riprodurre battaglie famose, episodi storici, favole, miti e leggende, con gran dovizia di particolari e mutando il tema dell’oca a piacimento, accese l’ispirazione tanto che alcuni esemplari di “Gioco dell’Oca” possono considerarsi delle vere e proprie opere d’arte. L’idea del gioco “Pontremolis” è nata per narrare le vicende di Pontremoli, centro della Lunigiana dal passato ricco di storia. Il tema conduttore del gioco è il libro, che tanta parte ha nella tradizione cittadina, famosa per i librai ambulanti e per il Premio Bancarella.
Informazioni:
http://www.pontremolis.it/pontremolis-il-gioco/

22-03-2011

Riceviamo da Andrea Angiolino:

"I Newsgame di Fine Millennio"
È possibile fare giornalismo, informazione, satira usando una forma
ludica? Questa la domanda che guiderà i partecipanti a Glocal Newsgaming Barcamp, un incontro di dialogo aperto tra giornalisti, game designer, ricercatori, studenti e giocatori. Sarà un’occasione
per esplorare i molti modi in cui il gioco, elettronico o tradizionale, può intrecciarsi con il mondo del giornalismo, della critica sociale e della memoria storica. Professionisti, ricercatori e giocatori potranno così ragionare insieme sulle potenzialità del newsgaming, un nuovo modo di fare informazione, critica e satira che, sfruttando l’interattività e il piacere del gioco, stimola la partecipazione attiva degli utenti. A differenza del giornalismo tradizionale – che propone notizie, commenti e informazioni in modo unidirezionale – un newsgame mette in scena realtà, situazioni e problemi del mondo contemporaneo, lasciando al giocatore la libertà di sperimentare la simulazione per elaborare un proprio pensiero critico.
I partecipanti, seduti attorno a un tavolo in piccoli gruppi, potranno
discutere tra loro; ogni trenta minuti i gruppi di discussione verranno riorganizzati, consentendo così di confrontarsi con un numero ampio di persone.

Nell'ambito del Glocal Newsgaming Barcamp ci sarà la mostra a corredo "I Newsgame di Fine Millennio", dove si parlerà di giochi legati a fatti di cronaca (vedi pdf in "Storia").
L'evento si tiene all'interno della fiera Play 2011 a Modena, sabato 26 e domenica 27 marzo. La mostra è visitabile per tutto l'arco della fiera.
Il sito della fiera è questo: http://www.play-modena.it/




11-11-2010

Our site is now 3 years old!!! After a long silence during which, however, we continued to work on the database, we are returning with new things and this time we will do them in English so that we can satisfy all our fans. There are important novelties thanks to an anonymous internetist from Sydney, Paul K. who, in 2008, put many photos online(http://www.flickr.com/photos/bibliodyssey/3037599127/in/photostream/ ); and amongst these, many images of games preserved at the British Museum and unknown until today. Finally we can admire “La filosofia Cortesana” (1588)[The Courtesan's Philosophy] which we had known about for a long time through the description in Alonso De Barros' book “La filosofia cortesana moralizada”[The Morality of the Courtesans' Philosophy]. In the “Le Vieux Papier” magazine, Professor Manfred Zollinger has published an excellent review (“Un Jeu retrouvé: La Filosofia Cortesana d'Alonso De Barros” [A Game refound: Alonso De Barros' The Courtesan's Philosophy]. But Paul K. has also made known other (very Italian) games such as: “Il novo et bello et piacevole gioco della scimia” [The nice, new, pleasing monkey game] (1588, game of the goose variation with monkeys in place of geese); “Il novo et piacevole gioco dell'ocha” (1598) [The new, pleasing game of the goose]. So Coriolani's game, which was dated 1640, is no longer the oldest game! We know from documents that Francesco dei Medici (1547-1587) presented a game to the King of Spain; we have a goose game variation dated 1588 and therefore we can affirm with certainty that the origin of the game came about in the second half of the 1500's, before 1588. Let's hope that other documents from the Museum come out so that other interesting discoveries can be made!
There are 1400 games in the archive. We have added games from the collector Edward C. (he asked to remain anonymous), all mounted on linen-backed paper and from the beginning of the 1800's. We have also added other games from the Seville Collection, certainly one of the richest and most precious!
We are waiting for a collection of more than 700 examples from France and also hope that the Dutch lady Christine Sinninghe Damsté will make hers available.
We are preparing images of all the plates contained in D'Allemagne's book which will be archived in a similar way to the Mitelli images.
Our webmaster continues to work: now it's possible to see all the images of the games in alphabetical order or by date. Very importantly, it is also possible to have a printable version of the game forms.
The collector Cosimo Giannuzzi is working on a publication which deals with traveling games and we hope that we will be able to publish it soon.
An interesting Dutch site has started up (Historisch Overzicht Nederlandse Gezelschapsspellen) and our cooperation has been asked.(http://hong.vlinden.com/index.asp?r=Spelplaten%20en%20Posters).
Carlo Pellegrini has written a thriller (The Game of the Goose) in which the protagonist finds the criminals by following the form of the game of the goose!!
The “Montenero Circuit” in the My Games section is almost complete and autonomous after a year's work (www.circuitodelmontenero.it).
Soon an interview of Pierre Dietsch on Radio France will be added. There are still many errors to be corrected which we ask our fans to tell us about.


15-08-2010

IL GIOCO DELL'OCA PER SPIEGARE IL QUIRINALE
Realizzato da Antonella Abbatiello e dallo Studio B. Bozzetto.


"ISTITUZIONI E WEB
Il Quirinale? Ve lo spiega un videogioco
Sul sito della Presidenza della Repubblica una passeggiata virtuale per il Colle dedicata ai ragazziISTITUZIONI E WEB. Il Quirinale? Ve lo spiega un videogioco. Sul sito della Presidenza della Repubblica una passeggiata virtuale per il Colle dedicata ai ragazzi. Un incontro tra il presidente Napolitano e un gruppo di ragazzi.
ROMA - Visitare stanze, corridoi e giardini del Quirinale avanzando nel percorso dopo aver risposto a una serie di quiz, proprio come in un singolare e divertente gioco dell’oca. E proprio di gioco dell’oca si tratta, anche se qui tutto è virtuale. E a misura del divertimento e dell’apprendimento offerto ai ragazzi, agli studenti delle elementari, delle medie e anche ai più grandicelli delle superiori. Un viaggio d’istruzione divenuto possibile dopo che la Presidenza della Repubblica ha messo online, al sito ufficiale www.quirinale.it, il «videogioco» che permette la passeggiata per il Colle raccontato via internet. Un’iniziativa rivolta ai giovani, ma anche ai meno giovani, interessati a conoscere storie e segreti del Palazzo e le prerogative del Capo dello Stato.

Il gioco del Quirinale
Il gioco è semplice e appassionante. Si percorre il «sentiero» dopo aver sostato tra le caselle che propongono animazioni, quiz guidati, fotografie e filmati storici, riproduzioni in 3D degli interni del Quirinale. Una volata tra quadri rinascimentali, sculture barocche, affreschi sul Risorgimento e il testo della Costituzione approvato nel 1946. Tutto raccontato dalle illustrazioni di Antonella Abbatiello (autrice di libri e film per ragazzi) con la «regia» dello studio Bruno Bozzetto, il «Disney» italiano celebre per i suoi cartoni animati, da «West & soda» alle avventure del «signor Rossi».

Il «videogame» del Colle ha avuto una anteprima a Palermo, nel corso del Festival «Officina Minimondi», diretto da Silvia Barbagallo, dedicato alla letteratura e illustrazione per ragazzi. Proprio a «Minimondi» è nata l’idea del gioco. «Siamo orgogliosi di avere tenuto a battesimo l’iniziativa della Presidenza della Repubblica. In sostanza ci siamo posti l’obiettivo di fare educazione civica divertendosi - commenta Silvia Barbagallo, storica libraia di Parma e l’ideatrice di Minimondi -. L’idea nasce con l’intento di avvicinare i ragazzi ai libri, alle illustrazioni, alla letteratura, ma anche con il forte obiettivo di creare un luogo dove i giovani possano confrontarsi con la realtà che li circonda. E di questa realtà – prosegue la responsabile del festival - fanno parte appieno le istituzioni, prima fra tutte la Presidenza della Repubblica». Dallahome del sito del Quirinale si arrivare al gioco dell’oca che introduce alla «visita virtuale» è semplice. Con il mouse, si scende in basso a sinistra e si clicca sul pulsante «per i ragazzi».

A questo punto è proprio Giorgio Napolitano a dare il benvenuto. «Sono lieto di accogliervi nel sito della Presidenza della Repubblica. Abbiamo voluto aprire gli strumenti della comunicazione del Quirinale - racconta il Capo dello Stato - alle nuove generazioni per favorire un rapporto sempre più stretto, conoscerci senza barriere e costruire, insieme, occasioni di partecipazione alla vita democratica». Prima di avviare il link del gioco il Presidente invita anche «a “visitare” la pagina dedicata alla Costituzione realizzata con il contributo di tanti studenti: presentando quel lavoro ho scritto che “la Costituzione va letta, va studiata e va praticata, prendendo le mosse dai principi fondamentali che costituiscono la sua ragione d'essere. Così si diventa costruttori di democrazia"».

Il «videogame» inizia con la schermata delle caselle. Una finestra chiede di lanciare i dadi (ma naturalmente per tirarli basta un normale clic) e finalmente si può iniziare. Rispondere in modo corretto alle domande (tipo, cosa fanno i corazzieri?) permette di passare alla casella successiva e «visitare» il palazzo. Camminare «online» per il Colle è un po’ come sbirciare il mondo attraverso Google Street, con l’aggiunta che in questo caso il tour virtuale permette di toccare con mano il senso di autorevolezza che viene dal sito del Quirinale. Azionando in su e in giù il mouse, nel formato «3D» scorrono le immagini del Cortile d’Onore, scalinate, sale, salottini e biblioteche. In tutto sono 25 link pieni di fotografie ai quali se ne aggiungono altri 14, quelli della sezione con le stanze «off-limits» durante gli orari di apertura al pubblico. Poi si torna al gioco dell’oca. E la passeggiata prosegue."

Alessandro Fulloni
Dal "Corriere della sera" Cronaca di Roma28 agosto 2010


22-02-2009

Dal 15 novembre 2008 al 22 febbraio 2009 a cura del comune di Lumezzane (Valle Trompia) si è tenuta una mostra dal titolo “Il brutto anatroccolo” di H.C.Handersen. Particolarmente interessante l’interpretazione data dall’autrice Antonella Abbatiello:
“Una fiaba raccontata attraverso un gioco. Cercando una chiave interpretativa per ‘Il brutto anatroccolo’, per associazione di idee, e di figure, ho pensato al Gioco dell’Oca. Mi è sembrato perfetto. Il Gioco dell’Oca è un gioco antico, che evoca in tutti l’atmosfera dell’infanzia. Inoltre è un gioco che prevede un percorso, fatto di ostacoli e di avanzamenti, fino alla vittoria finale. Anche ‘Il brutto anatroccolo’ è la storia di un percorso faticoso e pieno di ostacoli da una condizione di bruttezza e mancanza di identità alla soluzione positiva, alla felicità. Un percorso di trasformazione pieno di speranza, che tutti, bambini o adulti, possono leggere come una personale possibilità.”
Nel catalogo con la Bibliografia della mostra itinerante a parte una bellissima copertina che presenta un simpatico gioco dell’oca, si fa riferimento al nostro sito. La mostra chiusa in febbraio sarà itinerante. Ecco le date:

Biblioteca di VILLA CARCINA (dal 2 marzo al 14 marzo 2009)
Via XX Settembre, 22 - Tel. 030 8982223

Biblioteca di NAVE (dal 18 marzo al 31 marzo 2009)
Via Brescia, 41c - Tel. 030 2537486

Biblioteca di SAREZZO (dal 3 aprile al 30 aprile 2009
Via Bailo, 47 - Tel. 030 800591

Biblioteca di TAVERNOLE s/M (dal 6 maggio al 29 maggio 2009)
Via Forno Fusorio, 1 - Tel. 030 9220245

Biblioteca di LODRINO (dal 1 ottobre al 13 ottobre 2009)
Via Michelangelo - Tel. 030 8950232

Biblioteca di CONCESIO (dal 16 ottobre al 29 ottobre 2009)
Via E. Mattei, 99 - Tel. 030 2751668

Biblioteca di COLLEBEATO (dal 3 novembre al 14 novembre 2009)
Via Martinengo, 8 - Tel. 030 2511106

Biblioteca di BOVEZZO (dal 18 novembre al 30 novembre 2009)
Via Vittorio Veneto, 13 - Tel. 030 2111248

Biblioteca di MARCHENO (dal 3 dicembre al 23 dicembre 2009)
Via G. Zanardelli, 111 - Tel. 030 8960174
Calendario della mostra 2009


15-01-2009

Abbiamo finalmente risolto i problemi tecnici e poi... ci siamo presi un po' di vacanza! Continuiamo ad aggiornare il database e si aggiungono altri giochi alla collezione grazie alla solita collaborazione del Prof. Adrian Seville che continua a scrivere sull'argomento e a tenere conferenze. La duecentesima pubblicazione dal titolo "The sociable Game of the Goose" in Bibliografia è infatti il suo intervento lo scorso anno a Lisbona in occasione del "Board Games Studies Colloquia XI", svoltosi dal 23 al 26 Aprile. Naturalmente il Professore si è impegnato anche a dare le indicazioni necessarie per poter accedere al sito su www.agpc.org !!
Speriamo di poter completare la sezione i miei giochi al più presto: particolarmente richiesto è il "Montenero Circuit". Abbiamo ricevuto molta posta soprattutto da parte di ricercatori e su temi correlati al gioco dell'oca (labirinto, giochi di dadi, giochi dell'infanzia etc...). Claude QUETEL, che insieme a GIRARD, A.R. ha pubblicato il libro: "L’histoire de France racontée par le jeu de l’oie" ci ha contattati per avere materiale sull'"Alliance Franco-Russe".Il sito è molto visitato e soprattutto si cominciano a vedere citazioni su altri lavori. Prossimo aggiornamento a febbraio.

10-07-2008

Un danno improvviso ed irreversibile all' hard disk, proprio mentre stavamo per salvare tutto, ha comportato la perdita di gran parte del database aggiornato e soprattutto del materiale relativo alla sezione "I miei giochi" che purtroppo rimane ancora incompleta. Siamo riusciti a recuperare il salvabile e grazie al Webmaster Massimo Diquirico ora ci sono in archivio 1000 giochi!! Abbiamo aggiunto la possibilità di classificare i giochi per nazione ma soprattutto, su consiglio di Adrian Seville, la possibilità di identificarli con un numero di codice a cui corrisponde il relativo URL.
Abbiamo ricevuto molte comunicazioni relative ad errori e materiale nuovo da inserire. Segnaliamo il sito: http://imago.sebina.it/SebinaOpacIMAGO/Opac?sysb molto interessante perchè presenta un elenco di giochi con descrizione. Speriamo di completare al più presto la sezione "I miei giochi".

01-06-2008

Nel mese di Maggio ci sono state 6663 visite e ben 669 downloads. Stiamo lavorando alla nuova sezione "I miei giochi" che sarà l'occasione per riproporre il materiale presentato nelle mostre correlate agli stessi giochi.
Il database è sempre in fase di aggiornamento e correzione: abbiamo inserito anche le "Ephemera".

15-05-2008

Aumentano in maniera straordinaria le visite dai paesi orientali (Cina, Thailandia, Vietnam) e contemporaneamente siamo stati bombardati da messaggi contaminanti. In particolar modo abbiamo avuto dei problemi con il Guestbook e quindi siamo stati costretti ad introdurre un filtro.


01-05-2008

Visite in ulteriore aumento: 3743 nel mese di Aprile!! Il Prof.Seville è intervenuto a Lisbona all'annuale riunione del Board Game Studies e aspettiamo che ci invii la sua relazione per inserirla nel sito. Ci sono stati ben 388 downloads: al primo posto l'estratto del "Vieux Papier" con l'intervento di P.Dietsch.
Interessanti le visite sul sito dalla Corea, da Israele, dal Sud-Africa, Thailandia, Russia, Giappone e India.
I primi di Giugno aggiornamento del database.

15-04-2008

Riceviamo da Pierpaolo Rinaldi:
Al Museo Luzzati dall’11 aprile al 15 giugno
in mostra EMANUELE LUZZATI. GIOCHI CARTE E TAROCCHI

Inaugura venerdì 11 aprile, ore 18, al Museo Luzzati di Genova la mostra EMANUELE LUZZATI. GIOCHI CARTE E TAROCCHI, soggetti molto amati da Luzzati e ripresi in tante diverse occasioni lungo tutto il suo percorso artistico.
Sarà un’occasione unica per vedere raccolti bozzetti, studi, serigrafie e realizzazioni di veri e propri giochi da tavolo con tanto di regolamento. Ad alcuni di questi verranno dedicate “stanze” con tavoli da gioco e pedine, in particolare con il “Dilettevole giuoco della Gazza Ladra”, di cui verrà esposto anche il bozzetto originale e un divertente “mobile” alla Calder, con il gioco dell’oca realizzato con i manifesti il cui regolamento venne scritto da Rita Cirio, con il grande gioco da pavimento a tema Pierino e il Lupo che, per la gioia di tutti i bambini, verrà organizzato e animato alla domenica e, su prenotazione, per le scuole che parteciperanno ai laboratori del museo. Numerosissimi anche gli esempi di carte, da quelle con i personaggi in macchina realizzate per la Fiat a quelle per l’Italsider , dalle “Rinocarte” in cui sotto la corona del re, della regina e del fante spuntano corni e facce da rinoceronti (realizzate per “Rinocerabilia” esposizione ideata da Story and Glory nel 1991 a Torino) fino ai tanti bozzetti realizzati con il collage di carta (decorative, non da gioco stavolta) di Varese che così bene si adatta a vestire i re e le regine. Infine i Tarocchi, realizzati in serigrafia nel 1993 per lo spettacolo del Teatro della Tosse e poi, visto l’enorme successo, riproposti in tante versioni diverse. Le carte e i tarocchi, con la loro storia antica e popolare e il loro uso ludico nella vita quotidiana sono stati mezzo d’espressione ideale di Emanuele Luzzati: “Nulla meglio delle carte da gioco può esemplificare l’atteggiamento che Luzzati attribuisce al proprio lavoro di disegno e l’uso stesso che suggerisce agli altri di farne. La sua arte è sempre applicata, mai fine a sé stessa” (Ferruccio Giromini) .

Saranno infine esposti quei bozzetti e tavole che presentano il tema delle carte, da opere per l’illustrazione del libro di Alice ad altre per quelli di Rodari o per scenografie e manifesti di spettacoli. Durante il periodo della mostra verranno organizzati incontri sul tema del gioco, della storia delle carte e verranno organizzati tornei utilizzando i giochi ideati da Emanuele Luzzati. Nel caso di un gioco in particole il Torneo dell’Orlando Furioso, studiato e fatto per l’Italsider negli anni ’70, sono andate perse le regole: il Museo Luzzati lancia al pubblico la divertente sfida di provare a scrivere il regolamento…

Ingresso €5, bambini gratis fino a 6 anni, €2 dai 7 ai 12 anni, €4 ridotto fino ai 18 e sopra ai 65 anni
Orario dal martedì alla domenica 10 - 18, lunedì riposo
Per informazioni: Museo Luzzati, Area Porto Antico 6 16128 Genova
Tel 0102530328 info@museoluzzati.it – www.museoluzzatti.it

Ufficio stampa Laura Grendanin tel 010 2532028- 339 4604417 comunicazione@museoluzzati.it


01-04-2008

Aumenta il numero delle visite sul sito: nel mese di Marzo ben 2568 visitatori. Naturalmente stiamo ancora lavorando sul database per apportare delle modifiche e per aggiungere altri giochi ed altro materiale. Tutti coloro che trovano problemi tecnici durante la visita del sito sono pregati di darne notizia. Abbiamo ricevuto delle interessanti comunicazioni da parte di studiosi e ricercatori. Bruce WHITEHILL ha inviato foto di giochi americani e dall'Olanda sono arrivate proposte di collaborazione. Aspettiamo con ansia comunicazioni di altri appassionati "ocaludofili"!!!!
E' arrivato finalmente "Le Jeu des Arts et Métiers"!!!

01-03-2008

Dal 4 al 29 Febbraio, 1813 visite nel sito e 800 downloads!!!!! (al terzo posto l'articolo "The Christmas Goose" di A.Seville con 86 downloads). La maggior parte dei visitatori è americana e si tratta soprattutto di Università. Il giorno 21, dopo la comunicazione ufficiale dell' amico Prof. Seville al Board Game Studies ci sono stati ben 231 visitatori. In Europa i visitatori sono soprattutto Inglesi, Olandesi e Spagnoli.

13-02-2008

Viste le tante richieste siamo stati costretti a far partire l'archivio che ancora è incompleto!! Ci sono molti errori e ci scusiamo, ma il lavoro è veramente enorme e quindi di volta in volta verranno fatte le necessarie modifiche e correzioni. Aspettiamo naturalmente consigli e suggerimenti. Grazie al professor Adrian Seville sempre disponibile e soprattutto molto sensibile a queste iniziative!!!

03-02-2008

Aggiornato l'archivio con quasi 1000 giochi completi!

30-10-2007

Aggiornata la bibliografia

17-10-2007

Aggiornate le pagine con la descrizione delle caselle corrispondenti a ponte, morte, labirinto, prigione, albergo, pozzo

01-09-2007

Oggi nasce il sito www.giochidelloca.it. By Luigi Ciompi