Giochi dell'Oca e di percorso
(by Luigi Ciompi & Adrian Seville)
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Dilettevole (Il) Gioco di Loca 
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primo autore: Non indicato 
secondo autore: Coriolani Carlo 
anno: 1640ca 
luogo: Italia-Venezia 
periodo: XVII secolo (2°/4) 
percorso: Percorso di 63 caselle numerate 
materiale: carta (paper) (papier) 
dimensioni: 525X390 (360X270) 
stampa: Stampa su legno (bois gravé) (woodcut) 
luogo acquisto:  
data acquisto:  
dimensioni confezione:  
numero caselle: 63 
categoria: Oca  
tipo di gioco: Gioco Oca Classico (63 caselle) Verticale 
editore: In Venecia appresso Carlo Coriolani 
stampatore: In Venecia appresso Carlo Coriolani 
proprietario: Collezione Civica Raccolta delle Stampe A. Bertarelli, Milano 
autore delle foto: L. Ciompi (da “Il gioco dell’oca: un libro da leggere, da guardare, da giocare”) 
numero di catalogo: 243 
descrizione: Gioco di 63 caselle numerate, spirale, antiorario, centripeto, che segue le regole classiche del gioco dell'oca. Questo gioco è stato riprodotto in tutte le pubblicazioni sull'argomento ed è stato considerato per molto tempo come il più antico esemplare di Gioco dell'Oca di produzione italiana, peraltro non datato (ora è conosciuto un esemplare conservato al British Museum datato 1598: "Il Nuovo et Piacevole Gioco dell Ocha - The New and Enjoyable Game of the Goose, di Gargano Lucchino). E' stato stampato a Venezia nel 1640 circa da Carlo Coriolani. In alto a sinistra sotto il titolo c'è un personaggio grottesco che tiene in mano uno striscione sul quale sta scritto: "Quanti ce ne sono che parlano di bravura. Il più bello di tutti scappa dalla paura". Nell'angolo superiore destro i giocatori sono invitati a indicare qual è la somma da destinarsi al vincitore. Le oche sono alle caselle 5, 9, 14, 18, 23, 27, 32, 36, 41, 45, 50, 54 e 59. Nelle caselle si danno le indicazioni. Ad esempio alla n°5 si "replica il punto" così come si replica in tutte le altre caselle delle oche. Alla n°6 si paga il passaggio del Ponte e si va alla n°12. Al 19 c'è scritto: "Paghi e ti fermerai fino a che tutti abbiano giocato un'altra volta". Al 26 ci sono due dadi (6 e 3) e si trova scritto: "Chi all'inizio del gioco tirerà questo punto verrà qui". Al n°31 si dice: "Paga e resterai fino a che non sarai liberato da un altro. Al n°53 dove sono ancora due dadi (5 e 4) si legge "Chi all'inizio del gioco tirerà questo punto, verrà qui". Al 58 si paga e si ricomincia da capo. Prima della casella 1 si vede un personaggio che tiene un'oca nella mano sinistra e nella mano destra una sorta di casseruola dal manico lungo. Al centro della tavola c'è una vignetta particolarmente interessante. Essa rappresenta un personaggio con la testa ornata di un cappello con piume di fronte al quale si trova una dama vestita in maniera elegante. In secondo piano ci sono altri tre personaggi. Tutti questi sembrano impegnati a mangiare l'oca che hanno appena acquistato con la vincita del gioco. Sullo sfondo una scena di caccia. Il vincitore è colui che arriva alla casella 63 (Il Primo che arriva qui di punti, vince il GOCO) e ritirerà tutte le poste degli altri giocatori.
REGOLE: nelle caselle.
CASELLE: alcune (quelle chiave) con didascalia.

NOTA: Notare la somiglianza fra la scena centrale del gioco e la stampa ("Dutch Family Seated at Tabl") realizzata da Jan Christoffel Jegher (1618-1666) e conservata presso il "Fine Arts Museums of San Francisco". (Jegher)). Vedi anche esemplare (Arch. n°1445).

REFERENZA 1
Jeu de l'Oie Italien. Inventé par Charles Coriolan, en 1640. Il a été publié sous le titre de "Il Dilettevole Gioco di Locca" qu'on peut traduire par "L'agréable Jeu de l'oie". (Hauteur: 36 centimètres; largeur: 27 centimètres). Ce jeu a étè publié, en 1640, à Venise, chez Charles Coriolan. L'éditeur à ajouté cette réflexion: "On peut s'en servir en toute circostance chère, ce qui se comprend de soi-meme". Dans l'angle supérieur gauche, en dessous du titre, est un personnage grotesque tenant une sorte de phillactère sur lequel est inscrite cette réflexion: "Combien sont-ils qui parlent de bravoure. Le plus beau de tous s'enfuit de peur". Dans l'angle supérieur droit, on invite les joueurs à indiquer quelle est la somme d'argent qu'ils entendent consacrer au gagnant de ce jeu. Les oies figurent aux cases 5, 9, 14, 18, 23, 27, 32, 36, 41, 45, 50, 54 et 59. A la case n°6, c'est le pont. A la case n°26, les deux dés. A la case n°31, le puits. Dans les différentes cases du jeu, on donne les indications habituelles. Par exemple, au n°5, on répète le point 5 autre fois. Au n°6, on paie le passage du pont et on va au n°12. Au n°19, il est dit: "Tu paies et tu t'arreteras jusqu'à ce que tous aient joué une autre fois". Au n°26, il est dit: "Qui, au commencement du jeu, tirera ce point viendra ici". Au n°31, il est dit: "Paie et tu y resteras jusqu'à ce que tu sois délivré. Au n°53 où sont les dés, on lit cette légende: "Qui au commencement du jeu, tirera ce point viendra ici". La plupart des autres cases d'oies invitent le joueur à répéter le point. Avant la case n°1, on voit un personnage tenant une oie dans la main gauche et dans la main droite une sorte de casserole à long manche. Au centre du tableau est une vignette particulièrement intéressante. Elle représente un personnage la tete couverte d'un grand chapeau à plumes en face duquel est une dame décolletée et en grande toilette. Au second plan, sont trois autres personnages. Tous ces convives semblent occupés à manger l'oie qu'ils viennent d'acheter avec le produit de la cagnotte du jeu. Le gagnant du jeu est celui qui est arrivé à la case n°63 et il empochera les mises exposées par les autres joueurs. Les cases sont séparées les unes des autres par une sorte de pilier-feuillagé. La coloration générale est très sobre. L'artiste n'a en effet employé que trois couleurs: un vert passé avec une retouche en marron et quelques taches d'ocre clair.
(D'Allemagne H. René)

REFERENZA 2
"Il Dilettevole Gioco di Loca. Xilografia colorata con maschere, 600x460mm foglio. La matrice originale dell'editore veneziano Carlo Coriolani venne acquistata dai Remondini che la ristamparono per tutto il XVIII secolo. Si notano i segni di usura del legno, in parte coperti dalla coloritura data con le maschere. Questo gioco a lungo considerato il più antico Gioco dell'Oca, è databile 1640 circa, visti gli espliciti richiami alle figure della serie dei Gobbi del 1622 di Jacques Callot, divenuta rapidamente popolare e molto copiata. Il gioco, di cui esistono diversi esemplari in collezioni pubbliche e private, è stato citato in numerose pubblicazioni a cominciare da Achille Bertarelli, 'Imagerie populaire italienne', Parigi 1929."
(Alberto Milano)

REFERENZA 3
"IL DILETTEVOLE GIOCO DI LOCA". Venice, Carlo Coriolani, [c. 1640]. Woodcut, hand colored in brown, green, and orange; 60cm x 40.5cm. Refs.: D’Allemagne, pl. 1; Mascheroni/Tinti, pl. 7. In this version of the classic game, the instructions for play are appended to the individual spaces but are exactly as described in the introduction to this Case.
At the top left, a grotesque figure holds a banner proclaiming:
Quanti ce ne sono che parlando di bravura, / Il piu bello di tutti scappa dalla paura.
[Many there are who talk of skill / The finest of all runs off in fear.]
The other corner decorations include inscriptions in Venetian dialect that are not comprehensible. The central vignette shows an elegantly dressed group of people at table preparing to dine on a cooked goose. Behind is a hunting scene, showing how the goose was obtained. Whatever the symbolic meaning of the goose may be, here winning the goose represented getting a good meal in refined company.
(Seville Adrian: "The Royal Game of the Goose four hundred years of printed Board Games". Catalogue of an Exhibition at the Grolier Club, February 24 - May 14, 2016.)




bibliografia: 1) BLAU, J.L.: "The Christian Interpretation of the Cabala in the Renaissance, Columbia University Press,1944.
2) BROWNE, Sir Thomas: "Pseudodoxia Epidemica, ChXII", 1650.
3) BUIJNSTERS, P.J. and Buijnsters-Smets,L.: "Papertoys", Zwolle, Waanders, 2005.
4) CARRERA, P.: "Il Gioco degli Scacchi", Militello, page 25, 1617.
5) CULIN, S.: "Chess and Playing Cards", University of Pennsylvania, pages 843-848, 1895.
6) D’ALLEMAGNE,H.R.: "Le Noble Jeu de l’Oie", Paris, Libraire Gruend, 1950.
7) DOMINI, D.: (in) "La Vite e il Vino" (exhibition catalogue), Fondazione Lungarotti, pages 37-38, 1999.
8) GIRARD A.R.and QUETEL, C.: "L'histoire de France racontée par le jeu de l'oie", Paris, Balland/Massin, 1982.
9) HANNAS, L.: "The English Jigsaw Puzzle", London, Wayland, page 115, 1972.
10) HIMMELHEBER, G.: "Spiele – Gesellschaftspiele aus einem Jahrtausend",Deutscher Kunstverlag, 1972.
11) HUFMANN C.C.:"Elizabethan Impressions: John Wolfe and His Press, New York, AMS Press; 1988.
12) MASCHERONI S. and TINTI, B.: "Il Gioco dell'Oca", Milano, Bompiani, 1981.
13) MENESTRIER, C.F.: "Bibliotheque Curieuse et Instructive", Trevoux, page 196, 1704.
14) MURRAY H J R,: "A History of Board Games Other Than Chess", Oxford University Press, pp 142-143, 1952.
15) VON WILCKENS, L.: "Spiel, Spiele, Kinderspiel (exhibition catalogue)", Germanisches Nationalmuseums, Nuernberg, page 18, 1985.
16) WHITEHAUSE, F.R.B.: "Table Games of Georgian and Victorian Days", London, Peter Garnett, 1951.
17) ZOLLINGER, M.: "Zwei Unbekannte Regeln des Gansespiels", Board Game Studies 6, Leiden University, 2003.
18) MILANO, Alberto: "GIOCHI DA SALOTTO. GIOCHI DA OSTERIA nella vita milanese dal Cinquecento all'Ottocento". Catalogo Mostra Palazzo Morando, Via S. Andrea 6 Milano. (Con la collaborazione di Giuliano Crippa). Edizioni Gabriele Mazzotta, 2012.
19) SEVILLE, Adrian: "The Royal Game of the Goose four hundred years of printed Board Games". Catalogue of an Exhibition at the Grolier Club, February 24 - May 14, 2016.


 
  "Tradition and Variation in the Game of Goose" (A. Seville)
   
 
   
 
   

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