Giochi dell'Oca e di percorso
(by Luigi Ciompi & Adrian Seville)
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Novo (Il) et Piacevole Gioco di Carica l'Asino 
Dichiaratione 
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primo autore: De Paoli Giovanni Antonio 
secondo autore: De Paoli Giovanni Antonio 
anno: 1590 
luogo: Italia-Roma 
periodo: XVI secolo (4°/4) 
percorso: Gioco con i dadi 
materiale: carta (paper) (papier) 
dimensioni: 478X330 
stampa: Acquaforte (taille-douce) (ecthing)  
luogo acquisto: Donazione Lady C. Schreiber 
data acquisto:  
dimensioni confezione:  
numero caselle: 60 
categoria: Lotterie, fortuna, gioco d'azzardo 
tipo di gioco: Gioco con i dadi  
editore: De Paoli Giovanni Antonio 
stampatore: De Paoli Giovanni Antonio 
proprietario: British Museum. Donazione Lady Charlotte Schreiber 
autore delle foto: ©British Museum 
numero di catalogo: 1259 
descrizione: Gioco con i dadi di 60 caselle non numerate disposte in dieci file di sei. Al centro asino con due personaggi. Nelle singole caselle combinazioni di dadi.
REGOLE: in alto.
"IL NOVO ET PIACEVOLE GIOCO DI CARICA L ASINO. DICHIARATIONE. Ciascuno metterà su quel tanto che gli parerà et a chi toccarà il Dado tirerà poi cercherà il punto che esso havera fatto e dove dice carica quel tale giongera quatrini dui e dove dice scarica ne tirera sei e dove dice nulla non tirera nulla et le riffe di sopra tirano quel tanto che si vede, nel resto poi il gioco e simile a quello da Farina perche fin che non si fa il punto che leva tutti i denari non si può finire".
CASELLE: con didascalia (carica, scarica, nulla).

NOTA
La Farina was a dice game, with a similar rule, that a given throw took all the stakes. Dadi da farina (dice for farina) are mentioned in Citolini’s Tipocosmia of 1561. These dice are called farinacci (Spanish: harinillas) and their nature is specified in a Spanish-Italian dictionary of 1638:
Harinillas: si chiamano "I farinacci", cioé i sei dadi segnati da una banda sola
and further clarified in another dictionary of the time:
A kind of Italian dye (die): Farinacci, sono sei dadi segnato ciascuno solamente d’un punto; six dez marquez seulement d’un point, fort usitez en Italie. [six dice marked only on one face, much used in Italy].
Another Italian game of three dice, Carica l’Asino (Load the Donkey) has a more explicit reference in its rules to the Farina game:
Il gioco e simile a quello da Farina perché finché non si fa il punto che leva tutti i denari non si puo finire. [The game is like that of Farina because it does not finish unless the point is made that takes all the money].
Of this game, Alberto Milano writes that the oldest example is that published by Giovanni Antonio De Paoli at Rome in 1590, thus almost contemporary with the Brambilla game.
Ulrich Schädler has clarified that the game of Farina is the same as the game of Schimmel. He notes that a [later] Italian-German dictionary has the entry:
“Giuocare a farina oder a farinacci = Schimmeln”
Schimmel is played with six dice, each having only a single face marked with a number, the numbers running from 1 to 6. An all-white throw (no number showing) is called Schimmel (white horse) and no doubt the Italian version got its name, meaning "flour", from such a throw. To finish the game, a throw is required where the sum of numbers showing is exactly the number of stakes in the pool.
(Adrian Seville)

REFERENZA 1
"British Museum" - AN17739001 © The Trustees of the British Museum 1869, 0410. 2466.
Title: "Il Novo et Piacevole Gioco di Carica l'Asino".
Materials: paper
Techniques: engraving
Production person: Published by Giovanni Antonio de Paoli
Date: 1590s
Schools /Styles: Italian
Description: Game board with ten rows by six of different throws of the dice and their significance; in the centre two men load a donkey with sacks. Engraving.
Inscription Content: Lettered with title at top and in centre 'Iohanni antoni di pauoli formi Rorma' [sic]
Dimensions: Height: 478 millimetres; Width: 330 millimetres.

REFERENZA 2
"Il Nuovo et Piacevole Gioco di Carica l'Asino". Incisione in rame colorata a pennello, 465X345 mm. Milano, Perego, 1625 circa. Il più antico gioco della tipologia del Carica l'Asino conosciuto è quello edito attorno al 1590 da Giovanni Antonio De Paoli a Roma (British Museum, REG. 1869, 0410.2466). Le altre versioni conosciute sono tutte riprese da quella, o in controparte o nello stesso senso. Anche per il Carica l'Asino le combinazioni vincenti e perdenti sono ripetute da edizione a edizione. L'editore Perego riprese in controparte il modello romano e il suo nome figura al centro del foglio: "Gio. Ambrosio Perigo Formis Milano".
(Alberto Milano)

REFERENZA 3
I giocatori per cominciare formano la puglia ponendo al centro della tavola una somma convenuta; ha quindi inizio il gioco con gittate di tre dadi. Cercata la combinazione sortita sulla tavola chi avrà ottenuto carica porrà due monete nella puglia chi avrà ottenuto scarica ne ritirerà sei, chi avrà ottenuto nulla non porrà né ritirerà monete. Chi sortirà una raffa (ovvero una combinazione di tre numeri uguali) ritirerà per i tre assi la sesta parte delle monete, per i tre 2 la quinta parte, per i tre 3 la quarta parte, per i tre 4 la terza parte per i tre 5 la metà per i tre 6 tutta la puglia. Il gioco ricorda la dichiarazione è simile a quello della Farina (altro gioco d'azzardo secentesco) e come quello terminerà solo con una gittata di tre 6. Il gioco di Carica l'Asino è anche simile a quello forse più antico di Pela il Chiù. Ambedue questi giochi furono dimenticati durante il primo ottocento, dopo aver goduto del più gran favore presso ogni strato sociale.
(Negri&Vercelloni)

REFERENZA 4
"Gioco di carica l'Asino", MAK Wien, Museum


Exhibitions:
- "GIOCHI DA SALOTTO. GIOCHI DA OSTERIA, nella vita milanese dal Cinquecento all'Ottocento". Mostra Palazzo Morando, Via S.Andrea 6 Milano, 16 dicembre 2012 - 3 marzo 2013. A cura di Alberto Milano con la collaborazione di Giuliano Crippa.

bibliografia: 1) MILANO, Alberto: "Giochi da salotto. Giochi da osteria, nella vita milanese dal Cinquecento all'Ottocento". Edizioni Gabriele Mazzotta, Milano 2012.
2) NEGRI, Ilio - VERCELLONI, Virgilio: "I giochi di dadi d'azzardo e di passatempo dei gentiluomini e dei pirati" Introduzione di Caterina Santoro, Lerici Milano 1958.

 
  "Regole e Tavolieri" (Milano Alberto)
   
 
   
 
   

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